Nave Eleonore, il sindaco di Pozzallo: “Ogni uomo in difficoltà va salvato”

Nave Eleonore intervista sindaco Pozzallo

La Eleonore, nave della Ong Mission Lifeline, ha forzato il divieto dei Ministeri dell’Interno, della Difesa e dei Trasporti e si sta dirigendo verso Pozzallo. Abbiamo contattato telefonicamente il sindaco del Comune costiero, Roberto Ammatuna.

Nave Eleonore verso Pozzallo

Dopo otto giorni in mare, il comandante della nave Eleonore, Claus-Peter Reisch, ha dichiarato lo stato di emergenza e ha forzato il blocco del governo italiano. La situazione a bordo è ormai insostenibile, spiegano i portavoce della Ong tramite Twitter: “Le persone sul ponte sono completamente inzuppate e vengono portate in cucina, all’ospedale di bordo, nella sala equipaggio, praticamente in qualsiasi spazio asciutto disponibile. La nave è piccola e non possiamo garantire protezione per tutti”.

Intervista a Roberto Ammatuna

Com’è la situazione a Pozzallo?

Al momento al largo di Pozzallo ci sono due navi. Ieri sera ci hanno informato che 29 migranti si trovano a bordo di una nave militare italiana, la Cassiopea. Sarebbero dovuti sbarcare questa mattina alle 9, ma nel frattempo c’è stata l’emergenza della Eleonore. La Cassiopea è stata fermata, in attesa che la situazione si sblocchi.

Ha avuto modo di contattare personalmente il comandante della nave Eleonore?

Ho sentito il sindaco di Palermo e, grazie a lui, anche il comandante. Claus-Peter Reisch mi ha detto che dal punto di vista sanitario non c’è emergenza, ma dal punto di vista umano i problemi sono tanti, anche a causa della tempesta di stanotte. Ho saputo che sono saliti a bordo gli agenti della Guardia di Finanza, quindi la situazione è ancora in divenire. I migranti saranno fatti sbarcare, ma quello che accadrà in seguito è di competenza dell’autorità giudiziaria.

Per noi non è nulla di nuovo. Negli anni abbiamo svolto questo compito umanitario di accoglienza. Non abbiamo fatto altro che seguire le direttive internazionali: siamo italiani ed europei e ci siamo semplicemente attenuti alle norme. Ma mentre prima c’era una strategia dell’accoglienza molto più organizzata e umana, la strategia di questi ultimi mesi è stata disordinata e non ha tenuto conto del fatto che siamo esseri umani.

Avete notato qualche cambiamento in seguito all’approvazione del decreto sicurezza?

Non condivido questo decreto, anche se noi di Pozzallo abbiamo avuto una discreta collaborazione con il ministro Salvini. Sono un sindaco di centrosinistra che non può dare il suo sostegno a questi provvedimenti. Se fossi stato ministro, avrei agito in tutt’altro modo. Ritengo che la vita umana venga prima di ogni altra cosa. La nostra città ha una cultura marittima molto spiccata: quando c’è un essere umano in difficoltà va salvato, anche se questo significa violare le leggi. Detto questo, io, come sindaco, devo applicare le normative.

Crede che la situazione cambierà con l’insediamento di un nuovo governo?

Spero che il nuovo governo amministri al meglio il problema delle politiche migratorie. Se qualcuno si è illuso di risolverlo con una legge, i fatti di Pozzallo e Lampedusa dimostrano che non è così. Il fenomeno delle migrazioni non può essere abolito, ma amministrato e governato. Questo è l’appello che vorrei fare a Conte, Zingaretti e Di Maio: affrontare la questione migratoria come prioritaria.

Oltre alle emergenze delle navi delle Ong, in queste settimane avete registrato anche sbarchi fantasma?

Per noi è molto più difficile individuarli rispetto a Lampedusa, che è una piccola isola, dal momento che la nostra costa è più vasta. A me, in quanto sindaco, riferiscono spesso di movimenti strani, soprattutto la mattina presto vicino alla costa o nelle campagne. Non si hanno certezze, ma ci sono sospetti.