Nave Gregoretti, chiesta l’archiviazione: Salvini la legge in diretta

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Sembra essere giunta al capolinea l’indagine aperta nei confronti Matteo Salvini in merito al caso della nave Gregoretti, indagine per la quale la procura di Catania ha richiesto l’archiviazione. È lo stesso leader della Lega a far sapere della notifica inviatagli dalla procura, pubblicando una diretta Facebook in cui legge le motivazioni che hanno portato all’archiviazione nei suoi confronti. Salvini era indagato per sequestro di persona aggravato per aver impedito lo sbarco dei 116 migranti presenti a bordo della nave Gregoretti.

Nave Gregoretti, chiesta archiviazione per Salvini

La diretta Facebook in cui Salvini ha letto la richiesta di archiviazione della procura di Catania è stata preceduta da un post il cui l’ex ministro affermava: “Sabato pomeriggio, a casa coi bimbi a fare i compiti e guardare i cartoni, suonano alla porta e ti consegnano una busta chiusa che arriva dalla Procura di Catania… Mah… Che dite, buone o cattive notizie? La apriamo insieme più tardi e ne parliamo. Paura? Di niente e di nessuno!”.

Nel video pubblicato qualche ora dopo, Salvini dichiara: La Procura ha detto che ho ragione. […] Sul caso della nave Gregoretti sono pronto a tutto, anche se il tribunale dei ministri, come accaduto per il caso nave Diciotti, chiederà il processo”. Il caso della nave Gregoretti – che non era un mezzo di un’Ong ma una motovedetta della Guardia Costiera – è infatti molto simile a quello della nave Diciotti dell’agosto 2018. In quell’occasione, Salvini risultò indagato dalla procura di Agrigento per il reato di sequestro di persona aggravato, ma la Giunta per le immunità del Senato non concesse l’autorizzazione a procedere. Al momento il Tribunale di Catania ha però ancora tempo altri 90 giorni per decidere se accogliere la richiesta di archiviazione per Matteo Salvini.

La vicenda della nave

La nave Gregoretti rimase 10 giorni in attesa che l’Italia concedesse un porto per attraccare, dopo aver preso in consegna 91 migranti da un pattugliatore della Guardia di Finanza e altri 50 dal peschereccio Accursio Giarratano, quest’ultimo autore di un eroico salvataggio nel Mediterraneo. Lo scorso 31 luglio i migranti rimasti a bordo vennero fatti finalmente sbarcare al porto di Catania a seguito dell’autorizzazione concessa dall’allora ministro dell’Interno Salvini, che in quell’occasione ebbe a dire: “Problema risolto, cinque Paesi europei: Germania, Portogallo, Francia, Lussemburgo e Irlanda, più alcune strutture dei vescovi italiani si faranno carico dei 116 immigrati a bordo di questa nave”.