Nazi-fascismo,Mattarella:impedire condizioni per ritorno passato

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Fivizzano (Massa), 25 ago. (askanews) - "È accaduto, quindi può accadere di nuovo". Cita Primo Levi, suscitando un grande applauso dai cittadini di Fivizzano, e poi anche Hannah Arendt il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per ricordare - insieme al presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier - l'eccidio nazifascista di Fivizzano. Prima della cerimonia di commemorazione nella piazza del paese della Lunigiana il Capo dello Stato ha incontrato, nella sala comunale, i superstiti di quella carneficina avvenuta nell'agosto del 1944.

"Una frase - osserva Mattarella riferendosi a Levi - che, nella sua scabra semplicità, permea di significato la cerimonia di oggi perché, continua Levi in un altro passo: "le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre". Il nostro futuro non può consistere nel ritorno a un passato di distruzioni, di oppressione dei popoli, di eccidi. E' nostro dovere impedire che si creino condizioni in cui questo possa riprodursi". Insomma il messaggio del presidente è chiaro: "La storia ci insegna che, di fronte alla barbarie, interi secoli di civiltà possono venire annientati in un istante. Quel "mai più", allora, non è solo eredità della nostra storia recente, ma è la consegna che deve accompagnare ogni giorno il nostro essere cittadini, il clima e i comportamenti della vita quotidiana", sottolinea.

"La nostra democrazia, i nostri valori di libertà, la spinta ideale che ha permesso all'Europa di risollevarsi e di riconciliarsi con se stessa, si fondano e si sviluppano proprio a partire dal sangue versato da innocenti, come avvenuto qui, e dal conseguente commosso grido dei padri fondatori dell'Europa: "mai più guerre, mai più lutti".