'Ndrangheta, Anm: "Valutazioni Lupacchini sconcertanti"

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I Consiglieri Superiori Paola Braggion, Antonio D’Amato e Loredana Miccichè hanno depositato al Comitato di Presidenza la richiesta di apertura di pratica a tutela dei magistrati del distretto della corte d’appello di Catanzaro. Si sono tenute in considerazione, riferiscono in una nota i tre consiglieri, le allarmanti dichiarazioni del Procuratore Generale di quel distretto ed anche quelle non meno gravi di un parlamentare della Repubblica all’indomani della esecuzione degli arresti.  

Una pratica da aprire in prima commissione, che ha tra le sue competenze l’eventuale avvio di una procedura di trasferimento d’ufficio, hanno chiesto i togati di Area al Consiglio superiore della magistratura "per l’adozione di urgenti provvedimenti a tutela della credibilità della autorità giudiziaria di Catanzaro e dell'esercizio sereno, imparziale e indipendente della funzione giudiziaria in quella sede" a seguito delle dichiarazioni del procuratore generale di Catanzaro, Otello Lupacchini.  

"In una intervista rilasciata ad una emittente televisiva a diffusione nazionale il procuratore generale di Catanzaro, Otello Lupacchini, intervistato in merito ai recenti arresti eseguiti su disposizione della Ag di Catanzaro ha affermato: ‘I nomi degli arrestati e le ragioni degli arresti li abbiamo conosciuti soltanto a seguito della pubblicazione sulla stampa che evidentemente è molto più importante della procura generale contattare e informare. Al di là di quelle che sono poi, invece, le attività della procura generale, che quindi può rispondere soltanto sulla base di ciò che normalmente accade e cioè l’evanescenza come ombra lunatica di molte operazioni della procura distrettuale di Catanzaro stessa’’’, ricordano i consiglieri Giuseppe Cascini, Elisabetta Chinaglia, Alessandra Dal Moro, Mario Suriano Giovanni Zaccaro, che firmano la richiesta inviata al comitato di presidenza del Csm. "Si tratta di dichiarazioni particolarmente allarmanti - denunciano - in ragione del ruolo rivestito dall’intervistato ed in quanto riferite ad un provvedimento emesso dal Giudice per le indagini preliminari di Catanzaro, sul quale dovrà pronunciarsi nei prossimi giorni il Tribunale per il riesame di Catanzaro". 

Per l'Associazione nazionale magistrati “le valutazioni del procuratore generale Lupacchini, come riportate dalla stampa, relative a ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip in seguito ad indagini svolte dalla procura della Repubblica di Catanzaro e in attesa di ulteriori verifiche giurisdizionali, sono sconcertanti in sé e ancor più perché provenienti dal vertice della magistratura requirente del distretto”.  

Ogni esternazione “che si risolva in una critica dei provvedimenti giudiziari, non argomentata e non fondata sulla conoscenza degli atti, rappresenta una lesione delle prerogative dell'autorità giudiziaria, una delegittimazione del suo operato, e può, nel caso di specie, implicare, in ragione del ruolo ricoperto da chi l’ha resa, un’inaccettabile forma di condizionamento dell'autonomia e indipendenza dei titolari delle indagini e incidere sulla serenità dei magistrati chiamati ad occuparsi dei relativi accertamenti nelle diverse fasi processuali”. L’Anm “è certa che la magistratura non ne sarà influenzata e saprà operare con serenità ed indipendenza in un territorio - ricorda la giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati - purtroppo interessato da una delle forme più aggressive di criminalità organizzata”.