‘Ndrangheta, due arresti nel Comasco: uno comandava dal carcere

Image from askanews web site
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Milano, 14 mag. (askanews) - La polizia e la guardia di finanza, coordinate dalla Dda della procura di Milano, hanno arrestato due uomini accusati di associazione mafiosa, favoreggiamento, frode fiscale, bancarotta, intestazione fittizia e possesso illegale di armi, aggravati dal metodo mafioso. Lo ha riferito la questura di Milano in una nota, spiegando che si tratta di un 64enne originario di Giffone (Reggio Calabria), già detenuto perché condannato in via definitiva per associazione mafiosa quale "capo società" della Locale di Fino Mornasco (Como) nell'ambito dell'operazione "La Notte dei Fiori di San Vito", e di un 44enne originario del Catanese ma residente nel Comasco.

Il primo, che risulta anche condannato in secondo grado all'ergastolo come mandante di un omicidio, è accusato "di aver gestito i suoi affari nonostante la reclusione impartendo disposizioni ai suoi uomini, tra cui un violento pestaggio nei confronti di un soggetto debitore di somme di denaro". Il 64enne, inoltre, è accusato di essere "amministratore di fatto di numerosi esercizi commerciali intestati fittiziamente a terzi e di aver praticato prestiti a usura". Dalle indagini, infine, è emerso anche "come, ai fini del soddisfacimento delle esigenze della sua organizzazione, tra cui il mantenimento dei detenuti, tramite una serie di reati in materia fiscale e commerciale, abbia raccolto illecitamente ingenti liquidità".

Il secondo arrestato, è invece accusato di aver fornito un supporto logistico all'associazione mafiosa, partecipando agli scavi per recuperare 55mila euro nascosti in un maneggio nel Comasco, mettendo anche a disposizione la strumentazione per eseguirli. Il maneggio, "riconducibile all'associazione", è stato sottoposto a sequestro nell'ambito di apposita misura di prevenzione patrimoniale.

(segue)

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