**'Ndrangheta: Franco Terlizzi dal carcere, 'pronto a lottare per la verità'**

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Milano, 8 set. (Adnkronos) – "La mia famiglia deve stare tranquilla, sono pronto a lottare per la verità". Franco Terlizzi, ex pugile ed ex 'naufrago' dell'Isola dei famosi fermato nell'inchiesta della Dda milanese che lo vedrebbe come prestanome di Davide Flachi – figlio di Pepé, il boss della Comasina morto a gennaio – sfodera l'aria combattiva nell'incontro in carcere a Monza. Parole affidate all'avvocato Antonino Crea, che lo difende insieme al legale Marcello Pelillo, che arrivano alla vigilia dell'interrogatorio che si terrà domattina, il "primo round" di una battaglia che si preannuncia lunga.

"E' molto provato dal punto di vista fisico e psicologico, l'impatto con il carcere è sempre difficile, ma è combattivo, ha sfoderato la sua indole da ex pugile ed è pronto a lottare per far emergere la verità" spiega all'Adnkronos il difensore Crea che ha parlato con il suo assistito per un paio d'ore. La difesa chiederà al giudice di non convalidare il fermo, di scarcerare Terlizzi – "non essendoci i presupposti" per tenerlo in carcere – e di concedergli i domiciliari.

Al giudice di Monza, l'inchiesta è della procura milanese, l'indagato non intende rispondere. "Abbiamo convenuto – sottolinea l'avvocato – di prendere tempo per leggere la mole di documenti dell'indagine, ma la difesa non cambia: Terlizzi continua a ribadire di non poter negare i rapporti umani con Flachi, ma solo quelli. Quanto alle intercettazioni ambientali e telefoniche vanno contestualizzate. Alcuni dei 13 fermati, sentiti oggi, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere come Santo Crea, cugino di Davide Flachi. I fermati rispondono, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso, intestazione fittizia di beni, detenzione e porto illegali di armi.