Ndrangheta, Friedman: lotta a tasse è anche contro criminalità

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Roma, 21 dic. (askanews) - "Il nostro Istituto ci tiene a complimentarsi per la grande operazione contro la 'Ndrangheta portata avanti in questi giorni dalle donne e dagli uomini delle Forze dell'Ordine sotto la guida del Procuratore Capo di Catanzaro Nicola Gratteri, il quale ha dimostrato una grande capacità d'intervento, ma anche d'analisi del fenomeno criminale". Così spiega Alessandro Bertoldi, Direttore esecutivo Istituto Milton Friedman Institute.

"Condividiamo le sue parole sul Sole24Ore: 'La crisi finanziaria degli ultimi 12 anni non ha fatto che creare un vantaggio competitivo per le mafie. Perché un'organizzazione come la 'ndrangheta, che non ha il problema di arricchirsi ma di giustificare i capitali, sfrutta le difficoltà economiche delle imprese per riciclare e impadronirsi di ampie fette del mercato'. Infatti come sosteniamo da tempo, la lotta contro la pressione fiscale in Italia non può che essere del tutto funzionale alla lotta contro le mafie, perché se la nostra economia non fosse così sofferente, le imprese non sarebbero di certo così vulnerabili rispetto ai ricatti e al controllo dei criminali."

Bertoldi poi sottolinea: "È da anni che il nostro Istituto combatte contro la criminalità organizzata nel campo del gioco, rilevando, come il Procuratore nazionale Antimafia, che proprio laddove la politica colpisce il gioco lecito con scelte proibizionista e demonizzando le imprese che operano legalmente nel settore, al mercato lecito si sostituisce quello illecito, con un'offerta di gioco irregolare ancora più attrattiva. Fermo restando il nostro totale garantismo nei confronti degli indagati, l'operazione avviata con 334 arresti in Calabria, non può che lanciare un monito a politica ed economia: un mercato legale florido e meno tassato equivale a meno spazio per la criminalità organizzata. Questo anche il nostro auspicio!".

Il direttore dell'Istituto Friedman quindi aggiunge: "Vorremmo inoltre fare una riflessione, proprio in questi giorni che si è tornati a parlare della modifica della legge elettorale, da parte del Parlamento. Le notizie di cronaca di questo periodo, a partire dal Presidente della Regione Valle D'Aosta e di alcuni componenti della giunta, poi la Calabria ed in ultimo il Piemonte, i cui coinvolti sono accusati di reati elettorali, quali il voto di scambio, ci fanno mettere in dubbio anche il sistema delle preferenze. I rappresentanti di tutti i partiti dovrebbero avviare un tavolo di confronto immediato in merito a quella che è diventata una vera e propria emergenza".