'Ndrangheta, Gratteri: "Così ho riorganizzato il blitz in poche ore"

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di Giorgia Sodaro 

"Il blitz di oggi era stato programmato per domani e ieri intorno alle 17 dalle intercettazioni telefoniche abbiamo avuto la certezza: una persona era a conoscenza della data dell'operazione e ne dava notizia. A quel punto c'è stato il panico, abbiamo rischiato di avere centinaia di latitanti". Il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, che ha coordinato l'inchiesta 'Rinascita-Scott', racconta all'Adnkronos le fasi che hanno preceduto la maxi operazione contro la 'ndrangheta scattata all'alba di oggi e condotta dai Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Vibo Valentia, che ha portato in carcere oltre 300 persone. 

"La posta in gioco era molto alta - ha sottolineato Gratteri - Non c'era altro da fare, l'unica cosa era anticipare". Considerato quanto accaduto, ha aggiunto il procuratore, "è andata molto bene, se fossimo intervenuti domani non avremmo trovato nessuno".  

"Il problema è stato che c'erano tremila carabinieri programmati per il giorno dopo, non era semplice riorganizzare e dire che dovevano anticipare di un giorno, anche perché in alcuni casi stavano allestendo le squadre e ancora studiando l'obiettivo", ha detto.  

Gratteri ha raccontato che il boss Luigi Mancuso "stava tornando in Calabria da Milano". "I carabinieri del Gis - ha continuato - sono saliti sul treno fingendosi passeggeri, e lo hanno monitorato per centinaia di km aspettando il momento giusto. Lo hanno arrestato alla penultima fermata, quella di Lamezia Terme, poi è stato portato in caserma. Lui sarebbe sceso a Rosarno dove lo aspettavano i parenti". 

Quella di oggi è una ''giornata storica che corona un sogno" e "ringrazio il comandante generale dei carabinieri per l'alto target qualitativo degli uomini che mi ha mandato in Calabria per poter pensare e poi realizzare un progetto del genere". "Sono uomini straordinari", ha concluso.