'Ndrangheta in Calabria: arrestato un consigliere di Fratelli d'Italia

(Photo by Alfonso Di Vincenzo/KONTROLAB /LightRocket via Getty Images)

Un’ampia operazione della polizia a Reggio Calabria ha portato all’arresto di 65 persone affiliate alla cosca mafiosa Alvaro, considerata fra le più attive e potenti della ‘ndrangheta e attualmente a capo delle attività criminali della provincia calabrese nei comuni di Sinopoli, San Procopio, Cosoleto, Delianuova e limitrofi. 

I 65 arrestati (di cui 53 in carcere e 12 ai domiciliari) sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere, di vari reati in materia di armi e di sostanze stupefacenti, estorsione, favoreggiamento reale, violenza privata, violazioni in materia elettorale – reati, questi, aggravati dal ricorso al metodo mafioso e dalla finalità di aver agevolato la ‘ndrangheta, nonché di scambio elettorale politico mafioso.

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In manette il consigliere di Fratelli d’Italia 

Tra gli arrestati compare anche il nome di Domenico Creazzo, consigliere regionale di Fratelli d’Italia eletto nella consultazione elettorale dello scorso 26 gennaio ed è sindaco di Sant’Eufemia d’Aspromonte.

Secondo la Procura di Reggio Calabria, Creazzo “si era rivolto alla ‘ndrangheta, in particolare a Domenico Laureandi”, alias “Rocchellina” (imprenditore locale), per “coltivare e realizzare il progetto di candidarsi e vincere le elezioni regionali del gennaio 2020”. L’uomo avrebbe poi agito attraverso il fratello, Antonino Creazzo, “in grado di procacciare voti, in cambio di favori e utilità, grazie alle sue aderenze con figure apicali della cosca Alvaro e poi direttamente, al fine di sbaragliare gli avversari politici”.

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La richiesta d’arresto per il senatore di Forza Italia

Nell’operazione contro la cosca Alvaro di Sinopoli sarebbe coinvolto anche il senatore di Forza Italia Marco Siclari. La Dda di Reggio Calabria ha chiesto l'autorizzazione a procedere al suo arresto: l'ipotesi di reato è scambio elettorale politico-mafioso.

Anche Siclari, infatti, sarebbe entrato in contatto con Domenico Laurendi, esponente della cosca, per ottenere più voti in cambio di favori all’organizzazione mafiosa. “Tra i primi vantaggi ottenuti su richiesta del clan, il trasferimento di Annalisa Zoccali, parente di Natale Lupoi, cognato degli Alvaro, una dipendente delle Poste italiane, a Messina. Con l'aggravante del fatto che Marco Siclari, a seguito dell'accordo, era stato eletto nella relativa consultazione elettorale politica”, scrivono gli inquirenti.

Siclari è stato eletto al Senato nel collegio uninominale numero 4 della Calabria con una percentuale del 39,59%, ottenendo a Sant'Eufemia d'Aspromonte 782 voti (46,10%) e nella vicina Sinopoli 435 voti (63,41%).