'Ndrangheta, la Dia confisca a un imprenditore beni per 7 mln

Red/Sav

Roma, 17 lug. (askanews) - La Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria, sotto il coordinamento della Procura Distrettuale di Reggio Calabria, ha confiscato beni per circa 7 milioni di euro nei confronti di Roberto Morgante, 60 anni di Villa San Giovanni, imprenditore edile ritenuto vicino alla 'ndrangheta, attualmente in carcere dopo una condanna per associazione mafiosa a 6 anni e 10 mesi.

Morgante fu arrestato nel 2014 con altre 39 persone nell'ambito dell'operazione "Tibet", coordinata dalla Dda della Procura di Milano, nella quale era emerso che agiva come rappresentante e collettore di risorse economiche di cosche di 'ndrangheta operative sul territorio di Reggio Calabria, coinvolte nelle attività a sfondo finanziario gestite in Lombardia, in particolare a di Desio dalla cosca allora capeggiata da Giuseppe Pensabene.

Complessivamente il Tribunale - Sez. Misure di Prevenzione - di Reggio Calabria ha disposto la confisca di attività aziendali e di numerosi beni personali, già sottoposti a sequestro di prevenzione nel marzo del 2018: si tratta di 4 società (per l'intero o per quote del rispettivo capitale sociale e corrispondente patrimonio aziendale) del settore edilizio e del commercio all'ingrosso e dettaglio di articoli per impianti idro-termo-sanitari; 26 immobili ad uso personale ed aziendale tra Reggio Calabria e Villa San Giovanni; numerosi e consistenti conti correnti personali ed aziendali, polizze e dossier titoli per un valore di circa 2,6 milioni di euro.