'Ndrangheta, ricostruiti tre anni di faide: 16 arresti

Reggio Calabria, 8 ago. (LaPresse) - I carabinieri e la polizia hanno arrestato sedici esponenti delle cosche Ruga, Leuzzi e Vallelonga, coinvolte in una lunga faida durata tre anni, nell'area dei Comuni di Monasterace, Caulonia, Stilo, Riace e Stignano, in provincia di Reggio Calabria. Vengono contestati, a vario titolo, i delitti di associazione mafiosa, detenzione di armi da fuoco, omicidi, intestazione fittizia di beni ed altro. L'inchiesta è coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria.

Le forze dell'ordine hanno anche sequestrato tre aziende, per un valore di circa 3 milioni di euro, attive nel settore dell'industria boschiva, dei lavori edili e della lavorazione e vendita di materiali inerti. Erano infatti le uniche a poter operare in questi settori nella zona, facendo riferimento direttamente alla criminalità organizzata. L'operazione di oggi scaturisce da una lunga indagine che ha permesso di ricostruire gli avvenimenti della cosiddetta 'faida dei boschi', che ha colpito l'area negli ultimi anni. Tutto è iniziato con l'omicidio, compiuto a Riace (Reggio Calabria) nel settembre 2009, di Damiano Vallelonga, 55 anni, pregiudicato per associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione, rapina e ritenuto il capo della omonima 'ndrina detta anche dei Viperari.

Dopo quell'omicidio, nella zona si è registrata una escalation di fatti di sangue, per il riequilibrio dei rapporti di forza tra i boss delle 'ndrine Leuzzi, Gallace e Ruca. Una serie di omicidi che hanno coinvolto, a fasi alterne, i contrapposti cartelli criminali. Il secondo a cadere nel corso di questa faida fu stato proprio il fratello di Vallelonga, il 64enne Giovanni. Da quel momento carabinieri e polizia hanno messo sotto controllo, tramite intercettazioni e pedinamenti, tutta la famiglia. Sette degli arrestati di oggi appartengono proprio ai Vallelonga. Gli inquirenti si sono avvalsi anche di un collaboratore di giustizia, Antonio Belnome, autore dell'omicidio, nel 2008, del boss Carmelo Novella. E' stato Belnome che ha permesso di ricostruire i ruoli dei vari 'ndranghetisti coinvolti nella faida.

Agguerrite organizzazioni si sono date battaglia per il controllo del territorio di Stilo, Caulonia, Riace, Monasterace e Stignano, tutti comuni tra di loro confinanti, territori noti alle vicende giudiziarie, perché da decenni sottomessi al controllo della criminalità organizzata con sequestri di persona, estorsioni, traffico di sostanze stupefacenti, controllo degli appalti pubblici. Nel corso della faida non sono stati risparmiati neanche atti intimidatori a sindaci e amministratori locali dei Comuni interessati.

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