Neanche è cominciata e... Renzi già contraddice Zingaretti: "Sì al Conte bis"

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Tra Matteo Renzi e Nicola Zingaretti non c’è sintonia. Non c’è sulla figura di Giuseppe Conte come potenziale premier di un Governo Pd/M5S. Non c’è sulle condizioni che il Pd sta ponendo per farlo nascere.

“Stupore”, “sconcerto”. Tra i renziani così vengono accolte le tre condizioni che, durante le consultazioni al Quirinale con Sergio Mattarella, sono state poste dal segretario del Pd Nicola Zingaretti come “non negoziabili” per dare vita a un Governo con M5S. “Non ne sapevamo assolutamente nulla”, aggiungono le stesse fonti. “Se si voleva far fallire la trattativa lo si sarebbe dovuto dire subito”. Insomma, non era questa l’intesa raggiunta all’unanimità dal partito in Direzione.

D’altro canto da parte di Matteo Renzi era arrivato già stamattina un distinguo rispetto alla prima vera condizione posta da Nicola Zingaretti - il no a un Conte bis. “Non ho nessuna preclusione verso il Conte bis” ha confidato ai suoi, secondo quanto scrive il Fatto Quotidiano, che riporta il ragionamento dell’ex premier:

“Non ci possiamo permettere di far saltare questa delicatissima operazione politica per i nomi. Ormai è tutto noto: il Paese sa del nostro tentativo di formare una nuova maggioranza con il M5S. Sarebbe da idioti farne una questione di poltrone. Salvini ci distruggerebbe nelle urne. Siamo a metà del guado, non possiamo fermarci. Questo governo deve nascere e durare almeno due anni”.

 

 

Dopo anni da “rottamatore” ora Renzi si descrive come “sminatore” dell’avventura M5S-Pd. Non vuole entrare di persona né vuole che i suoi partecipino nella squadra di Governo. La prima scelta a Palazzo Chigi, prosegue il Fatto, cade su Raffaele Cantone. Serve poi un uomo forte al Viminale, ha spiegato ai suoi, elogiando le qualità di Franco Gabrielli. Vorrebbe coinvolgere Nicola Gratteri. Renzi, come M5S, boccia Giovanni Tria per il Tesoro, l’idea è Roberto Gualtieri, europarlamentare dem. 

“Io e Conte abbiamo fatto nero...

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