Necessario "un patto bipartisan per votare subito", dice Molinari

“Quando Salvini parla di mettersi intorno a un tavolo non parla affatto di cose come governissimi, larghe intese, governi-ammucchiata. Ma di un patto su alcuni punti specifici che ha un termine: elezioni al più presto”. Chiarisce subito i termini della profferta politica anche alle forze di governo di Salvini, Riccardo Molinari, il capogruppo della Lega alla Camera, uomo di massima fiducia del segretario e leader. Leghista.

E al quotidiano milanese che gli fa osservare che anche il “perché no?” sul nome di Mario Draghi per incarichi di governo è il sintomo di un cambio di passo e di clima dentro il mondo verde della Lega, Molinari risponde che “certamente Mario Draghi è una riserva della Re - pubblica, ha ricoperto incarichi importantissimi” ed è “chiaro che non sarebbe un candidato della Lega, ma la sua è una figura di mediazione tra posizioni diverse”. Tuttavia, per l'esponente leghista, quello della collocazione eventuale di Draghi “non mi pare al momento sia un tema all'ordine del giorno” dice.

Il punto vero, secondo Molinari, è un altro. E cioè che “con un governo che non governa, i danni al Paese rischiano di diventare insostenibili” pertanto “quando al governo ci andremo noi – questa la preoccupazione di Molinari – non vorremmo trovare soltanto macerie: Ilva, Alitalia, banche, una manovra che la maggioranza non può permettersi di far votare al Parlamento”. E chiosa: “Se si apre il dibattito, non si sa come finisce. A noi converrebbe, ma di mezzo c'è il Paese”.

Legge elettorale. Ostacoli? Forza Italia ha proposto al centrodestra un piano comune per la legge elettorale, Giorgia Meloni ha definito la proposta di Salvini “incomprensibile”. Dove si va a parare? Secondo il capogruppo leghista a Montecitorio, “la legge elettorale è un tema che riguarda tutti” dice rispondendo implicitamente a Forza Italia, mentre a Giorgia Meloni dice: “Credo sia un po' gasata dai sondaggi e fa il suo gioco. Non ci scandalizza”.