"Negare il diritto alle proteste è da Stato autoritario", dice il presidente degli avvocati milanesi

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AGI  – “Negare il diritto alla protesta e classificare chi protesta automaticamente come un pazzo è da regime autoritario”. Il presidente dell'Ordine degli Avvocati di Milano, Vinicio Nardo, invita in un'intervista all'AGI “a recuperare l'abc di uno Stato democratico”  anche con riferimento alle restrizioni nei confronti dei no green pass a cui, tra le altre cose, è stata negata fino a fine anno Piazza Unità d'Italia a Trieste e piazza del Popolo a Roma dopo il sit- in di uno dei loro leader, il portuale Stefano Puzzer.

"Le proteste hanno senso se creano dei disagi"

“E' chiaro che le proteste colpiscono nel segno solo se creano un disagio o bucano il video – dice Nardo -. Pensiamo a Capitol Hill, un episodio di grande rilevanza dal punto di vista della vita democratica di un grande Paese. Se non ci fosse stato l'uomo col giubbotto e con le corna avrebbe avuto un'efficacia comunicativa molto minore. O torniamo con la mente alle manifestazioni degli anni Settanta o ai radicali che si imbavagliavano. Sono gesti che, se non contestualizzati, puoi anche ridicolizzare. Ma la questione di fondo è se noi possiamo smarrire questa coscienza democratica dell'esistenza del diritto alla protesta anche sulle cose più strampalate”.

Nardo spinge il suo sguardo anche alla politica: “Quando vedi Giorgia Meloni, che viene indicata come leader di un partito erede del fascismo, e non entro nel merito se sia vero o meno, andare da Draghi a chiedere che sia garantito il diritto di protestare mi pare di assistere a un paradosso della democrazia perché è l'unica che l'ha fatto. Lo dico per i no pass ma lo direi anche per la cosa più lontana dal mio modo di pensare. E' un problema di principio, non di contenuti. I commercianti si lamentano a Milano per le perdite legate ai cortei?. Hanno ragione a lamentarsi ma questi sono i costi della democrazia ”.

"Bene le forze di polizia, preoccupa l'opinione pubblica"

Per Nardo il fatto che, dopo il periodo più buio della pandemia, le persone scendano in piazza con molta frequenza “indica che c'è anche un bisogno di socialità dopo la clausura e non affrontare questo tema in una maniera più comprensiva del contesto sociale sarebbe un errore”.  

Il  rappresentante dei legali milanesi ritiene che le forze di polizia si stiano “comportando in modo assolutamente democratico” in queste manifestazioni. “Quello che mi preoccupa di più è che l'opinione pubblica stia smarrendo i principi della democrazia”.

Ed entrando più nel merito del green pass il suo auspicio, “da persona convinta che sia giusto vaccinarsi”, è  che “queste manifestazioni finiscano grazie a un'azione della collettività che cerchi di raggiungere lo scopo della vaccinazione senza mettere in ballo i problemi sul lavoro delle persone che è sempre stato un tema sensibile delle proteste poi degenerate in qualcosa di più grave. Si pensi ai cascami del terrorismo che, nella sua ultima fase, prese di mira i giuslavoristi. Fermiamoci un attimo – esorta – e recuperiamo i punti fermi di uno Stato democratico”.                      
 

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