Negli ambienti no vax sta tornando molto in voga in questi giorni una intervista di maggio

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Luc Montagnier
Luc Montagnier

Luc Montagnier e la bufala ormai accalarata dei vaccini a mRna che causano malattie neurodegenerative: in questi concitati giorni di Super Green Pass e dosi booster negli ambienti no vax sta tornando molto in voga una intervista di maggio del Premio Nobel proprio contro le tipologie di vaccino che vengono usate in Italia per la terza dose.

Sui social torna a spadroneggiare la bufala dei vaccini a mRna

L’intervista allo scienziato francese è del 27 maggio 2021 e il suo “core” è quello della pericolosità dei vaccini a mRna contro il coronavirus. In pillole: per Montagnier avrebbero effetti epigenetici e quindi potrebbero “marcare” le nuove generazioni. La vecchia teoria dei vaccini che cambiano il genoma dell’uomo ha trovato dunque una nuova sponda e ci è voluto un ottimo pezzo di Open con le sue confutazioni smart a mettere alla berlina la nuova verve polemica dei no vax social.

La bufala dei vaccini a mRna e il “lancio” di Montagnier nell’intervista di maggio

Non bisogna dimenticare infatti che si tratta di una teoria non oggetto di controversie, ma di una teoria smentita. Aveva detto Montagnier: “Sono scandalizzato per il fatto che si vogliano vaccinare anche i bambini, perché stiamo davvero intaccando le generazioni future. (…) Ci sono effetti epigenetici e dobbiamo pensare non solo a questa generazione, ma anche a quella futura. E così, l’RNA messaggero che ricevete dal vostro vaccino, può benissimo avere effetti sulle generazioni future, che non rileviamo se non li andiamo a cercare”. E incalzato dall’intervistatore in endorsement concettuale il Nobel aveva insistito: “L’RNA è una totale incognita, e proclamare la vaccinazione obbligatoria per tutti è una follia”.

Poche confutazioni facili facili per la bufala rediviva dei vaccini a mRna

È una follia vaccinale a cui sono contrario, assolutamente. Non sto dicendo che tutti dovrebbero morire per il vaccino, ma un certo numero di persone soffrirà per il vaccino, e questo non è accettabile”. Le confutazioni smart di Open ricordano al mondo che non sempre essere un Nobel dà diritto al vaticinio assoluto. Innanzitutto non ci sono assunti biologici per sostenere che i vaccini a mRna mutino i geni e si trasmettano. C’è poi il caso di Vaers, che è “bibbia”, che non riporta le malattie neurodegenerative come potenziali eventi avversi. Senza contare che “le tesi di Luc Montagnier si basano sullo studio teorico di un noto No Vax per una casa editrice potenzialmente predatoria”.

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