Nei primi 5 mesi di pandemia 1,4 mln test mancati per tumore seno

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Image from askanews web site
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Roma, 11 set. (askanews) - "Nell'ultimo anno e mezzo, a causa di milioni di test non effettuati per via della pandemia da Covid-19, abbiamo perso gran parte dei benefici ottenuti in 40 anni di prevenzione del tumore al seno grazie agli screening obbligatori. Le conseguenze sulle diagnosi precoci e sull'aumento della mortalità sono gravissime. Per questo nel 2021 Bicinrosa rappresenta ancora di più un momento di sensibilizzazione per le donne e per tutta la città di Roma per proseguire nella lotta al tumore al seno". A lanciare l'allarme sulla mancata prevenzione è il professor Vittorio Altomare, direttore dell'Unità di Senologia del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico e promotore di "Bicinrosa", la ciclopedalata non competitiva organizzata dalla Breast Unit del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico con il patrocinio della Regione Lazio e il supporto di Medtronic.

Domenica 12 settembre alle 10.30 "Bicinrosa" torna a riempire di colore le vie del centro storico di Roma con una valanga di magliette rosa. Con la propria bicicletta o utilizzandone una messa a disposizione dagli organizzatori si potrà pedalare insieme per la prevenzione del tumore al seno e per i corretti stili di vita al grido di "Nessuno perde, tutti vincono!" attraverso un circuito che da Largo Corrado Ricci toccherà piazza del Popolo per poi tornare al punto di partenza.

Quest'anno la ciclopedalata organizzata dalla Breast Unit del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico giunge alla sua quinta edizione e si svolgerà in concomitanza con l'evento "ViaLibera" del Comune di Roma, la rete ciclopedonale che una domenica al mese attraversa Roma su strade riservate a pedoni e ciclisti.

"Bicinrosa è un'occasione per richiamare l'attenzione di donne e uomini sul tema della prevenzione - ricorda Altomare - È fondamentale riuscire a coniugare attività sportiva e corretta alimentazione che, insieme alla prevenzione, sono importantissimi per vincere questa battaglia, ancora più urgente dopo un anno e mezzo di pandemia".

I primi 5 mesi della pandemia hanno visto in Italia il crollo degli screening per i tumori: 1,4 milioni di esami in meno per la prevenzione rispetto allo stesso periodo del 2019. I ritardi nei controlli si traducono, ad esempio, in una netta riduzione delle nuove diagnosi di tumore della mammella (2.099 in meno) e del colon-retto (611 in meno) (fonte AIOM). Questi ritardi nei programmi di prevenzione secondaria possono determinare un aumento della mortalità nei prossimi anni. Tali neoplasie non sono infatti scomparse, ma saranno individuate in fase più avanzata, con conseguenti minori probabilità di guarigione e necessità di maggiori risorse per le cure".

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