Nel 2017 54.700 donne si sono rivolte a un centro antiviolenza -2-

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Roma, 18 lug. (askanews) - I centri antiviolenza si fanno carico delle vittime insieme ai servizi del territorio e alla rete territoriale. I risultati delle rilevazioni sulle prestazioni fornite dalle 338 strutture oggetto dell'indagine hanno fatto emergere offerte in molti casi ottime o buone, ma non mancano aree problematiche, soprattutto nell'accoglienza in emergenza (o al pronto intervento) offerta dal 63,6% dei centri-servizi specializzati, caratterizzata da una rilevante eterogeneità territoriale, dovuta alla minore presenza di centri-servizi antiviolenza che offrono questo supporto nel Centro Italia rispetto al Nord e al Sud; e nell'offerta di prestazioni rivolte a minori e a donne migranti (i centri-servizi specializzati che forniscono prestazioni rivolte a questo target di destinatari si attestano tra il 60% e il 65%).

Tornando ai dati sulle vittime e sul percorso di uscita dalla violenza, 32.632 (59,6%) sono le donne che, sempre nel 2017, hanno iniziato un percorso di uscita dalla violenza, in media 103 per ogni centro-servizio sui 316 che hanno risposto al questionario. Le strutture del Nord hanno accolto, in media, 143 donne, quasi il doppio di quelli al Sud (58).

Le donne che hanno iniziato per la prima volta, nel 2017, il percorso di uscita dalla violenza sono state 23.999, in media 76 a centro-servizio, con un'affluenza più elevata nei centri/servizi localizzati al Nord (107); molto più basso il numero medio (42) delle donne che hanno avuto accesso per la prima volta ai centri-servizi del Sud.

Le donne straniere che hanno iniziato un percorso di uscita dalla violenza sono risultate in totale 8.711, 28 in media nazionale per ogni servizio o centro antiviolenza. I centri aderenti ai requisiti dell'intesa Stato-Regioni hanno registrato una media di 31 straniere per centro-servizio antiviolenza, mentre i centri non aderenti all'intesa ne hanno conteggiate 15.