"Nel 2020 sarà scontro tra populismo e geopolitica", dice Ian Bremmer

Massimo Basile

Populismo e geopolitica vivranno uno scontro ancora più intenso: dopo l'Isis emergeranno nuove organizzazioni terroristiche in risposta alle discriminazioni globali verso i musulmani. Usa e Cina andranno oltre la guerra dei dazi, in Europa non ci sarà un effetto domino della Brexit e in Italia il governo cercherà di restare unito per timore della Lega.

Sono alcune delle previsioni per il 2020 fatte all'AGI da uno dei politologi più seguiti, l'americano Ian Bremmer, scrittore, editorialista, docente alla Columbia, fondatore di Eurasia Group, società di consulenza e ricerca sul rischio politico a livello globale.

Definito il "guru" della politica internazionale da Wall Street Journal e The Economist, 450 mila followers su Twitter, Bremmer pubblicherà il 6 gennaio l'atteso rapporto annuale che raccoglierà le previsioni sul 2020. All'AGI dà alcune anticipazioni.

Qual è il rischio maggiore che dobbiamo attenderci?

Lo scontro tra il populismo, che mette in dubbio la legittimità delle democrazie, e la geopolitica, con l'ordine internazionale non più allineato verso le democrazie, vive una coincidenza particolarmente sfortunata. Nel 2020, con ogni probabilità, ci saranno prove ancora più dure, ma i leader occidentali avranno meno volontà e capacità di lavorare insieme per superarle.

Il 2019 è stato l'anno della guerra dei dazi Usa-Cina. Il 2020 che cosa riserva?

Ci sono troppi interessi strutturali tra i due Paesi per vederli messi da parte da una sola questione economica. Anche se entrambe le parti potranno mantenere negoziazioni costruttive nella fase 2, restano tante questioni sul tavolo, dalla tecnologia a Hong Kong alle persecuzioni degli uiguri.

Tre mesi fa il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, annunciò la morte del capo dell'Isis, Al-Baghdadi. Il terrorismo subirà il contraccolpo?

L'Isis è più debole di prima, ma attenzione: si diffondono a livello globale atti di discriminazione verso i mussulmani, come nel caso degli uiguri di cui parlavo prima. Quello che sta avvenendo in molti Paesi, dalla Cina all'India, dalla Russia al Myanmar, per non menzionare le tensioni crescenti nei Paesi occidentali, porterà nuovi leader e nuove organizzazioni a emergere per rimpiazzare l'Isis".

Pensa che la Brexit, con l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea, possa avere un effetto domino sugli altri Paesi?

No, per niente. Il punto vero è se la Brexit condurrà alla disintegrazione finale del Regno Unito, con la secessione scozzese e l'unificazione dell'Irlanda. Non è solo un tema del 2020, ma del futuro.

I populismi crescono ovunque, anche in Italia, dove ci saranno appuntamenti elettorali regionali e l'ombra di una crisi di governo è sempre in agguato

Vediamo se il governo reggerà. È composto da alleati molto diversi tra loro ma uniti da un fatto: sentono che la Lega è molto forte. Questo potrebbe aiutarli a farcela.

Il nuovo anno porterà, a novembre, alle presidenziali americane. Il regista Michael Moore sostiene che, al momento, Trump vincerà di nuovo.

È possibile, anche se è troppo presto per avere un'idea chiara. Vediamo prima chi sarà il candidato democratico.