Nel 2050 'super batteri' prima causa di morte, al via campagna

webinfo@adnkronos.com
·3 minuto per la lettura

Mentre il coronavirus dilaga, funghi e batteri avanzano e diventano sempre più resistenti ai farmaci in grado di annientarli. Senza una maggiore consapevolezza dei cittadini, e in assenza di interventi strutturali, nel 2050 i batteri multiresistenti saranno la principale causa di morte al mondo. Mentre già oggi alcuni pazienti affetti da Covid-19 possono sviluppare sovrainfezioni da germi multiresistenti che aggravano il quadro clinico. Ogni anno nei Paesi Ue si registrano circa 33mila decessi causati da batteri resistenti agli antibiotici e quasi un terzo – oltre 10mila – riguardano l'Italia. L'invito a non sottovalutare le infezioni fungine e batteriche, mentre l’attenzione è concentrata su una malattia virale come il Covid-19, è la campagna d’informazione 'Non scordiamoci funghi e batteri. Difendiamo insieme gli antimicrobici', promossa da Pfizer in occasione della World Antimicrobial Awareness Week (Waaw 2020) che si celebra dal 18 al 24 novembre.

Un vero e proprio appello rivolto a cittadini, istituzioni, media affinché "vengano difesi valore ed efficacia dei farmaci antimicrobici, messi a rischio da un uso scorretto che apre la strada ai 'superbugs', microorganismi diventati resistenti a questi farmaci - ricordano i promotori della campagna -. Lavarsi le mani, non abusare di farmaci antimicrobici, utilizzarli secondo la prescrizione del medico sono le regole fondamentali che la campagna rilancia attraverso il sito www.stopsuperbugs.it, video educazionali e attività web e social in partnership con Skuola.net, il maggior punto di riferimento in Italia per alunni, genitori e insegnanti. Per coinvolgere anche i ragazzi, attraverso il profilo Instagram di 'Azioneprevenzione' sarà possibile scaricare il filtro in realtà aumentata 'Stopsuperbugs', per 'infettare' foto e video con batteri e funghi animati.

“Quando parliamo di antimicrobici ci riferiamo a farmaci attivi contro i microbi che non sono solo i batteri, ma anche funghi, virus e parassiti – spiega Claudio Mastroianni, direttore Uoc di Malattie Infettive, Policlinico Umberto I di Roma - queste specie microbiche purtroppo, con l’uso improprio di antibiotici, antifungini e antivirali, hanno imparato a ‘difendersi’. Con l’invecchiamento della popolazione e con l’aumento di procedure invasive, chirurgiche e farmacologiche, che hanno permesso il miglioramento della sopravvivenza dei pazienti, è aumentata la probabilità di sviluppare, infezioni legate a microrganismi diventati resistenti. Questi microrganismi riescono facilmente a superare l’attività del farmaco mettendo in atto meccanismi di difesa, sia di mutazione che di selezione. Dobbiamo preservare i farmaci antimicrobici disponibili, utilizzandoli nel modo più opportuno possibile - ammonisce - evitando l’abuso ed evitando di prescriverli quando non sono necessari".

Un problema non di poco conto legato al fenomeno dell’antimicrobico-resistenza è la scarsità di nuove opzioni antimicrobiche efficaci a disposizione degli specialisti, dovuta a diversi fattori. "Abbiamo forte necessità di antimicrobici innovativi ma limitate disponibilità – spiega Pierluigi Viale, direttore di Malattie Infettive Policlinico Sant’Orsola Malpighi di Bologna – i motivi sono diversi: i germi sono capaci di mettere in campo profili di resistenza maggiori della nostra capacità di trovare nuovi farmaci; mentre i processi di sviluppo dei farmaci antimicrobici sono spesso lunghi e non sostenibili da parte di tante aziende, in quanto è difficile costruire evidenze di entità tale da consentire una rapida approvazione da parte delle Autorità regolatorie. Occorre da un lato mettere in atto meccanismi che incentivino gli investimenti delle aziende, dall’altro i medici, ed altresì ogni cittadino devono essere responsabilizzati rispetto all’uso corretto di questi farmaci che rappresentano per tutti una risorsa tanto preziosa quanto fragile".