Nel centro profughi, si oppongono ai controlli anti coronavirus

Migranti caserma Treviso

Emergenza oggi giovedì 11 maggio in provincia di Treviso. Nell’ex caserma Serena, convertita in centro profughi, i migranti hanno infiammato una protesta contro i tamponi prescritti dall’Usl2 per accertare la presenza della Covid. La campagna di prevenzione a tappeto è stata voluta dall’hub sanitario dopo il caso di positività di un ospite del centro.

I migranti contro i tamponi anti Covid

L’ex caserma Serena ospita 300 migranti. Nei giorni scorsi un operatore afghano, ritornato nel centro dopo le ferie, ha accusato una febbre alta e persistente: il tampone ha mostrato che era positivo alla Covid-19. Per prevenire un cluster all’interno del centro, l’Usl 2 ha deciso di effettuare i tamponi a tutti e 300 gli ospiti. Ma gli stessi migranti hanno cominciato a protestare animatamente. Il timore di una nuova quarantena e la sospensione delle loro attività li ha indotti a respingere gli operatori sanitari. È stato necessario l’intervento degli agenti, tuttora al lavoro per far rientrare l’emergenza.

Nettuno: paura del Covid

Ad aprile scorso, un caso positivo nel centro di accoglienza di Nettuno, aveva spinto il sindaco a bloccare il trasferimento di 50 profughi nel centro. Il primo cittadino, Alessandro Coppola, aveva giustificato la sua posizione: “È importante specificare che non si tratta di persone positive al virus ma per un comune già fortemente provato come Nettuno, con troppi casi positivi e il rischio di diventare zona rossa, è troppo“. Il riferimento di Coppola tiene conto della precedente situazione della città di Nettuno, che in quel periodo aveva registrato sei decessi fra gli abitanti.

Alla fine, il Prefetto di Roma aveva preso nota dei timori del Comune, scongiurando il trasferimento dei migranti nel centro.