Nel centrodestra in Calabria spunta la carta Chiaravalloti

Giuseppe Alberto Falci
League party leader Matteo Salvini welcomes former Italian Prime Minister Silvio Berlusconi on stage during an anti-government demonstration in Rome, Italy, October 19, 2019. REUTERS/Remo Casilli

Quando l’altra sera Silvio Berlusconi e Matteo Salvini si sono ritrovati l’uno di fronte all’altro – durata del confronto sette minuti di orologio, il tempo di un caffé – a un certo punto la conversazione è caduta sulla Calabria, dove si vota appunto fra sessanta giorni. Raccontano che  il Cavaliere non ha perso tempo a  porre la questione sulla candidatura di Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza, nonché fratello di Roberto, alto dirigente e parlamentare. Il capitano, però, ha replicato con una smorfia: “Non esiste”. Il tutto accompagnato, un secondo dopo, da una postilla: “Datemi un nome che sia gradito”.

Nel frattempo entrambi avevano già finito di sorseggiare il caffè e ognuno ha proceduto per la sua strada. Si rivedranno la prossima settimana, assieme alla pasionaria di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, per decidere il da farsi sulle regionali in Toscana, Puglia, Campania, e Calabria. E, appunto, su quest’ultima regione un nome che potrebbe essere gradito alla Lega rimanda al profilo di Caterina Chiaravalloti, magistrato, presidente del Tribunale di Latina, ma soprattutto figlia di quel Giuseppe che è stato governatore della Calabria dal 2000 al 2006, e fu uno degli otto attori protagonisti della tornata elettorale del 2000 che diede la spallata al governo D’Alema. Ecco, Chiaravalloti è quel profilo neutro, specchiato e preparato, insomma una figura neutra che potrebbe tenere assieme le richieste del leader di via Bellerio e la galassia azzurra. Ed è vero che la Chiaravalloti non ha una tessera di partito, né tanto meno quella di Forza Italia, però risponderebbe più al moderatismo azzurro che al sovranismo salviniano. E va da sé che in Calabria è cosa nota che sia più facile vincere al centro che con un candidato dal profilo estremo. 

E allora nel gioco dei veti incrociati – si sta consumando una battaglia al veleno dentro Forza Italia tra i filosalviniani e i filocarfagniani - l’ipotesi Chiaravalloti appare concreta...

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