Nel fiume Adige ritrovato un corpo di donna: potrebbe essere la madre che ha ucciso le figlie

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La comunità educativa
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Un corpo di donna è stato ritrovato nel fiume Adige. Potrebbe essere quello di Sachithra Nisansala Fernando Mahawaduge Dewendra, la madre delle due sorelle di 11 e 13 anni uccise ieri nella casa accoglienza “Mamma Bambino” a Verona. La 34enne cingalese è ricercata da ieri.

Il corpo è stato trovato dai Vigili del fuoco in un’ansa del fiume vicino al Lazzaretto di Porto San Pancrazio. Il ritrovamento è avvenuto a circa 300 metri da dove erano stati rinvenuti gli effetti personali della donna, la borsa e il cellulare.

“Piuttosto che dare le bambine a mio marito le ammazzo e mi ammazzo”, è la frase che persone vicine alla donna le hanno sentito spesso ripetere, anche al termine di colloqui con medici che l’avevano sentita più volte per stabilire la sua capacità genitoriale. “Per favore le bambine hanno la febbre, datemi una medicina e poi lasciatele dormire. Oggi non le mando a scuola”. Queste invece le ultime parole, rivolte ad un’assistente sociale, pronunciate ieri mattina dalla madre sospettata.

Il sindaco di Verona, Federico Sboarina, ha ricostruito l’accaduto. “La signora ha riferito che le due figlie erano indisposte e ha chiesto un farmaco antinfluenzale. Trascorso un po’ di tempo l’operatrice è entrata in camere e ha visto le bambine a letto che sembravano dormire, la luce accesa nel bagno. Per questo ha pensato che la madre si trovasse all’interno del bagno ed è uscita dalla stanza. Trascorsa una decina di minuti l’operatrice è tornata nella camera, è entrata in bagno e si è resa conto che non c’era nessuno. A quel punto è andata a controllare le due bimbe facendo la terribile scoperta. Erano già prive di vita. La finestra del bagno era aperta e quindi la madre sicuramente si è allontanata da lì”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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