Nel Lazio si vaccina prima: moltissimi hanno cambiato domicilio

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vaccini Lazio
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Tra ritardi nella fornitura dei vaccini, stop improvvisi e disorganizzazione, la campagna vaccinale in Italia ha subito diversi rallentamenti: è il Lazio a rappresentare la principale eccezione nello scenario nazionale. Finora infatti, la Regione ha raggiunto 1,6 milioni di somministrazioni di vaccino anti-Covid, pari al 15% di quelle effettuate in tutto il Paese. Così almeno 50mila persone hanno deciso di cambiare domicilio e trasferirsi nel Lazio, nella speranza di essere vaccinati prima.

Vaccini, 50mila spostano il domicilio nel Lazio

L’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, ha dichiarato: “La notizia dei 50mila “frontalieri” del vaccino è un riconoscimento per la qualità del nostro lavoro, mentre in altre parti hanno faticato anche ad aprire le prenotazioni”. Quindi ha tenuto a precisare: “Noi, come fatto in passato con chi veniva a curarsi nei nostri ospedali per il Covid, accogliamo tutti. Però non vorrei casi di emulazione, di altri viaggi della speranza, perché le dosi dei vaccini sono poche e vengono distribuite in base alla popolazione di un singolo territorio. E io, al momento, non ce l’ho per quelli del Lazio”.

Nell’ordinanza di marzo 2021 firmata dal commissario Francesco Paolo Figliuolo è previsto che “ciascuna regione o provincia autonoma deve procedere alla vaccinazione” anche delle persone “domiciliate nel territorio regionale per motivi di lavoro, assistenza familiare o per qualunque altro giustificato e comprovato motivo che imponga una presenza continuativa”. La decisione è stata presa soprattutto per aiutare gli insegnanti, molti dei quali risiedono in una Regione ma lavorano in un’altra, perché solo lì sono riusciti a trovare una cattedra.

Il Lazio riscrive il piano di vaccinazione, permettendo anche ai volontari cinquantenni di ricevere le dosi di Astrazeneca. Ad aver cambiato domicilio, spostandolo nel Lazio, sono soprattutto residenti in Lombardia, Piemonte, Liguria o Campania. Stando a quanto riferito da il Messaggero, si tratta in particolare di ministeriali che lavorano a Roma, anziani che si sono trasferiti dai figli nei mesi di emergenza sanitaria, ma anche imprenditori, personaggi dello spettacolo, politici e calciatori. Tra questi c’è il 66enne Marco Tardelli, campione del mondo all’epoca di mister Bearzot, che si è già vaccinato all’hub del centro congressi dell’Eur. A tal proposito, ha commentato: “Sì, è vero sono residente a Cernobbio e 15 giorni fa ho chiesto il medico di base a Roma, ma vivo nella Capitale da una vita, passo qui tutta la settimana”. Quindi ha aggiunto: La pratica per il cambio del medico è stata rapida e sono stati velocissimi e bravissimi anche quando mi hanno iniettato AstraZeneca. Non ho sentito nulla”.