Dentro M5S è partita la conta a suon di documenti

Gabriella Cerami
·Politics reporter, L'Huffington post
·3 minuto per la lettura
(Photo: ANDREAS SOLARO via Getty Images)
(Photo: ANDREAS SOLARO via Getty Images)

Il primo firmatario è Giuseppe Brescia, presidente grillino della commissione Affari Costituzionali della Camera, e in calce ci sono una quarantina di nomi tra deputati e senatori M5s, che vogliono allontanarsi il più possibile da Davide Casaleggio. Alcuni di questi nomi spiccano particolarmente nel mondo pentastellato. Ci sono il sottosegretario Carlo Sibilia, il presidente della commissione Affari Ue Sergio Battelli, l’animatrice della corrente ‘Parole Guerriere’ Dalila Nesci, il deputato Luigi Gallo, molto vicino al presidente della Camera Roberto Fico. Il termine ultimo per sottoscrivere il documento è il 15 ottobre perché, prima degli Stati generali, secondo quanto chiedono i firmatari, il Movimento 5 Stelle dovrà essere “autonomo finanziariamente”, quindi i parlamentari non dovranno versare più i 300 euro mensili e l’Associazione Rousseau dovrà trasformarsi in “fornitore di servizi puro”.

In pratica questa trasformazione dovrà concludersi prima dell’inizio delle assemblee degli scritti e soprattutto prima di qualsiasi votazione online. “In vista degli Stati Generali” che saranno il 7 e 8 novembre, scrive Brescia, “serve un contratto di servizi chiaro e trasparente tra Rousseau e il Movimento”. Tutto ciò per rendere “sostenibili e funzionali, nel tempo, le attività politiche del M5S”. Inoltre il contributo per il mantenimento della piattaforma tecnologica dovrà essere versato su un conto corrente del M5S e non più direttamente su quello dell’Associazione Rousseau. La controproposta presentata da Casaleggio è stata rigettata pertanto il figlio del co-fondatore ha tagliato una parte dei servizi ma non quelli prettamente politici. Da qui la rivolta dei parlamentari.

Agli Stati generali, che dovranno decretare il nuovo assetto M5s, si arriva così. Le fazioni iniziano a delinearsi. Venerdì ci sarà anche un webinar organizzato da ‘Parole guerriere’, la corrente come si è detto animata da Dalila Nesci, durante il quale sarà presentata la mozione in vista degli Stati generali. Mozione che tra le altre cose, potrebbe chiedere ancora di più rispetto a quanto sottoscritto nel documento proposto da Brescia. Perché una buona parte del Movimento vorrebbe l’addio all’Associazione Rousseau e a qualsiasi tipo di voto online. Sarà sottoscritta anche la richiesta per arrivare al termine degli Stati generali a una gestione collegiale del Movimento 5 Stelle.

Quella di cui ha parlato anche il ministro dei Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà ad Agorà: “Il Movimento 5 Stelle ha un’ampia discussione interna e si vede. A mio parere una guida collegiale sarà sicuramente una modalità per poter crescere ancora”.

Si sta facendo largo Alessandro Di Battista, che avrebbe preferito un capo politico unico convinto che sarebbe stato scelto lui: “Io non ho nessun problema a cambiare la figura del capo politico in un organo collegiale, anche se so che una parte del Movimento lo fa, non per convinzione, ma per timore che possa fare io il capo politico. L’ultimo sondaggio mi dava al primo posto nel gradimento”, diceva ieri l’ex deputato in un incontro romano tra attivisti. Questa sera ce ne sarà un altro via Zoom. A cui parteciperà anche il sindaco Virginia Raggi. Di Battista prova a riconquistare terreno, a contarsi se si arriverà al voto per la formazione della struttura collegiale che guiderà il Movimento. E riparte dalla Capitale, la sua città. Il primo cittadino, in questo momento, ha bisogno di un forte sostegno in vista della sua ricandidatura. Ricandidatura i cui retroscena, puntualmente smentiti dagli staff, vedono il dissenso di Luigi Di Maio. Nel dubbio, Raggi si blinda con Di Battista, i cui rapporti con l’ex capo politico sono ridotti ai minimi termini.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.