Nel Nocerino sgominata una gang dedita anche alle estorsioni con pestaggi ed ai prestiti a strozzo

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Apprifttavano dei funerali per svaligiare le case dei congiunti
Apprifttavano dei funerali per svaligiare le case dei congiunti

Sei misure cautelari sono state emesse dal Gip di Nocera Inferiore, nel Salernitano, contro altrettante persone, anche per un rocambolesco furto in casa avvenuto durante il funerale di un parente. Ad eseguire le ordinanze di custodia cautelare, 3 in carcere, una ai domicliari e due con divieto di dimora in città, sono stati i Carabinieri del Comando provinciale di Salerno e di Mercato San Severino. Proprio i militari, su input operativo di Polizia Giudiziaria della Procura nocerina, avevano investigato su alcuni episodi criminali precisi e alla fine avevano sgominato quella “fantasiosa” banda di topi di appartamento.

Furto durante il funerale di un parente: tutte le accuse a carico della banda

Secondo le accuse rubricate nell’ordinanza il gruppo avrebbe derubava le vittime “nelle maniere più spregiudicate” per rivendere poi la refurtiva ai ricettatori. E in tacca di mira dell’Arma la banda ci era finita per una lunga serie di furti in abitazione. Il tutto nell’inquietante contesto criminale che vedeva i componenti del gruppo così spregiudicatamente dediti alla mission criminale da aver compiuto un furto giusto mentre i proprietari dell’abitazione erano impegnati per il funerale di un loro familiare, come accaduto in altro contesto e luogo al funerale del campione Paolo “Pablito” Rossi.

Sei arresti per il furto durante il funerale di un parente e ricettatori di fiducia

La banda, come tutti i gruppi organizzati aveva i suoi ricettatori di fiducia che a loro volta avevano canali di sbocco per la refurtiva in attività commerciali compiacenti. A queste figure di seconda linea ma organiche alle finalità criminali della banda era stato consegnato l’oro rubato e una pistola di grosso calibro sottratta nel comune di Montoro, in provincia di Avellino.

Furto durante il funerale di un parente ma anche estorsioni e usura

A carico degli indagati ci sono presunzioni di reato anche per numerosi episodi che rimandano alle logiche delle grandi consorterie che sgicono sotto cappello associativo, episodi di estorsione violenta, con i membri del gruppo dediti a picchiare le vittime restie ad ascoltare i loro “consigli”. Poteva mancare dallo starter pack criminale l’usura? Decisamente no, visto che negli atti del fascicolo firmato dal Gip ci sono specifici episodi censiti “per tabulas”: prestiti con tassi capestro fino al 400% sulla somma di denaro prestata e silenzio delle vittime per paura di ritorsioni veloci e violente.

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