Nel Suk per Conte si muovono pure i cardinali

Pietro Salvatori
·Giornalista politico, Huffpost
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Conte (Photo: ANSA)
Conte (Photo: ANSA)

“Ma lo sa che mi ha chiamato anche un cardinale su questa cosa qui?”. La caccia ai responsabili è aperta, le leve attivate non si limitano al più classico blandire su responsabilità, ruoli e incarichi per i senatori decisivi, ma arrivano a toccare una serie di mondi tangenti alla politica e ai famigerati responsabili, dai quali passa il destino della legislatura di Giuseppe Conte. Al Senato è Federico D’Incà a tirare le fila, a giostrare i contatti soprattutto con gli ex 5 stelle, scissionisti o espulsi che siano, perché le ruggini e le presunte indegnità del passato (rimborsopoli, remember?) si archiviano volentieri in ragione della sopravvivenza politica: “Molto meglio i responsabili di Renzi”, taglia corto Alessandro Di Battista.

Il pallottoliere, sgranato e risgranato più volte in queste ore al momento arriva a toccare quota 157, e l’asticella nonostante i tentativi si ferma lì, quattro voti in meno di quella maggioranza assoluta che sarebbe decisiva per non far capitombolare il governo. Si parte da un perimetro di 151: 92 M5s, 35 Pd, 8 dal gruppo delle Autonomie compresa la senatrice a vita Elena Cattaneo, 7 di Leu, 3 ex grillini del Misto dati per sicuri (Di Marzio, De Falco), Sandra Lonardo, il neo costituito gruppo Maie-Italia 23 che conta 5 esponenti (ci torneremo) fino ai senatori a vita Monti, Segre e Rubbia. A questi il governo è convinto di aggiungere ancora qualche ex 5 stelle, e tre o quattro senatori provenienti dalle fila di Italia viva e di Forza Italia. Non bastano.

Ed ecco che scendono in campo i cardinali. Perché diventano fondamentali i tre senatori dell’Udc, Paola Binetti, Antonio De Poli e Antonio Saccone. Fino a un anno fa il centro di Roma sarebbe pullulato di capannelli, cene riservate, incontri a ore piccole di responsabili ed esponenti del governo, con la pandemia e il coprifuoco la crisi su muove sugli smartphone e su Z...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.