Nel tratto fra la costa e l’isolotto di Lampione a fine giugno ci fu l’ennesima tragedia del mare

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Una unità navale del 115 di Lampedusa
Una unità navale del 115 di Lampedusa

Orrore a Lampedusa a distanza di quasi quattro mesi dall’ennesima tragedia del mare estiva, a Cala Pulcino sono stati trovati resti umani che sembrano appartenere ai migranti dispersi nel naufragio dello scorso 30 giugno. Gli uomini del 115 e della Capitaneria hanno rinvenuto alcuni resti umani sulla spiaggia di Cala Pulcino e gli uomini del 115 si sono subito attivati per il recupero di quelle misere vestigia di un dolore e di una tragedia che avevamo seppellito nelle nostre coscienze balneari.

Orrore a Lampedusa, resti umani a Cala Pulcino: 115 in azione per il recupero

Secondo quanto riferiscono i lanci del media, i vigili del fuoco stanno operando sia via terra che via mare, con un natante ed una squadra su ruota, segno che i resti sono dispersi nella “terra di mezzo” dove la costa di Lampedusa incontra i flutti. Il numero di corpi a cui quei resti sono riconducibili purtroppo non è chiaro, me si fa strada sempre più l’ipotesi che possano appartenere ai migranti dispersi nel tragico naufragio dello scorso 30 giugno.

La tragedia di Lampione e l’orrore a Lampedusa: resti umani a Cala Pulcino

In quella circostanza una imbarcazione con a bordo una sessantina di esseri umani si capovolse nei flutti vicino all’isolotto di Lampione. A morire furono anche sette donne, una delle quali incinta, e tutti i dispersi non vennero mai trovati, salvo poi un rinvenimento pochi giorni dopo ad una profondità che, complice il mare grosso, rese impossibile qualsiasi tentativo umano.

Il robot che a luglio cercava resti umani a Lampedusa: da Cala Pulcino oggi arriva la macabra risposta

Una decina di loro venne rinvenuta pochi giorni dopo, l’8 luglio, da un robot specializzato fatto immergere dalla nave Dattilo della Guardia Costiera, ma all’appello, oltre ai 46 superstiti censiti, mancavano ancora delle persone. Ecco, adesso non mancano più.

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