Nel valzer delle nomine Lo Voi si avvicina alla procura di Roma. Fuori Prestipino

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Quello di oggi è solo un altro giro di valzer, un altro passo di avvicinamento a una delle nomine più sospirate per il Consiglio superiore della magistratura. Parliamo della procura di Roma, che da due anni e mezzo non trova pace. Mentre sullo sfondo restano le altre due nomine imminenti di peso, quella del procuratore di Milano e del successore di Federico Cafiero de Raho alla procura nazionale antimafia, la commissione competente del Csm ha dato un’indicazione forte su chi dovrà essere il capo della procura di Roma. Quattro voti per Francesco Lo Voi, attuale procuratore di Palermo, di Magistratura Indipendente, la corrente più conservatrice. Un voto solo per Marcello Viola, anche lui di MI. L’attuale procuratore di generale di Firenze, aveva buone chance di succedere a Giuseppe Pignatone, nel maggio 2018, quando il magistrato andò in pensione. Poi i giochi furono fermati dal trojan inoculato nel cellulare di Luca Palamara. Si parlava di Roma la sera tra l′8 e il 9 maggio all’hotel Champagne. Viola era del tutto estraneo ai fatti, ma uno degli interlocutori - Luca Lotti - disse: “Si arriverà su Viola”, e così, dopo l’esplosione del caso tutto fu ribaltato. Ma era solo il primo degli sconvolgimenti.

Alla procura di Roma, a marzo 2020, era arrivato il braccio destro di Pignatone: Michele Prestipino. Una grande conoscenza degli uffici, e del territorio visto che era a Roma già dal 2013, ma nessuna esperienza pregressa al vertice di una procura. E proprio su questo hanno fatto leva i suoi avversari - gli stessi ora in corsa, Lo Voi e Viola - quando contro la sua nomina hanno proposto ricorso al Tar. Che ha dato loro ragione, così come il Consiglio di Stato. Non si è arreso Prestipino, e si è rivolto alla corte di Cassazione, che si pronuncerà il 23 novembre. Comunque vada, però, ormai è fuori dai giochi. Nessuna preferenza per lui in commissione. La nomina di Lo Voi, invece, è stata proposta
dal consigliere laico di Forza Italia Alessio Lanzi e sostenuta dal presidente della Commissione Antonio D’Amato (Magistratura Indipendente) e dai togati Alessia Dal Moro (Area),e Michele Ciambellini (Unicost). La candidatura alternativa di Viola è stata invece presentata da Sebastiano Ardita (Autonomia e Indipendenza) e sostenuta solo da lui. Si è astenuto il laico del M5s Fulvio Gigliotti. La palla ora passerà al plenum, che potrebbe decidere già a dicembre. Se si ripresenterà lo schema tenuto in commissione, Lo Voi avrà gioco facile.

Sciolto il nodo Roma, si potrà procedere al resto. Perché le tre nomine - Capitale, Milano, antimafia - sono indipendenti ma sullo stesso filo. Sia Lo Voi che Viola, infatti, sono candidati anche a succedere a Cafiero de Raho al vertice della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. Se Lo Voi dovesse essere confermato per Roma, la corsa si farebbe a sette. Perché, oltre a Viola, sono candidate altre sei toghe. I più accreditati sono Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro, e Giovanni Melillo, vertice degli uffici di Napoli. La prima candidatura era ampiamente attesa, la seconda è arrivata a sorpresa quando si stavano per chiudere i termini di presentazione. Entrambi hanno sul curriculum titoli di peso. Tra gli altri candidati tre capi di procure: Carmelo Zuccaro, di Catania, che di recente ha condotto le inchieste sulle Ong, Maurizio De Lucia, che invece è procuratore capo a Messina, e Leonardo Leone De Castris, capo dei pm leccesi. L’ultima candidatura interna alla Dnaa: quella di Giovanni Russo, procuratore aggiunto negli uffici di via Giulia.

Non dovrà passare molto tempo, inoltre, prima che il Csm decida chi dovrà essere il successore di Francesco Greco a Milano. Il capo della procura di recente travolta dal caso Amara è andato in pensione. In lista di sono 9 nomi e l’unica cosa che sembra certa - visto il precedente Prestipino, che porta a dare più peso ai titoli che all’esperienza sul territorio - è l’arrivo di un Papa straniero. Marcello Viola punta anche a questo posto. È il più anziano professionalmente ma non il solo ad aver già coperto incarichi direttivi. Nella corsa ci sono anche Antonio Patrono, procuratore di La Spezia, di Magistratura indipendente e Giuseppe Amato, procuratore di Bologna, di Unicost. Per capire chi avrà più chance bisognerà aspettare ancora. Quanto a Prestipino, potrebbe essere suo il posto che Lo Voi libererebbe a Palermo. Ma è ancora presto per dirlo.

Nelle settimane che arriveranno, Palazzo dei Marescialli sarà impegnato con i tasselli di questo tetris. In un incastro complesso e determinante per il futuro di alcuni dei più importanti uffici giudiziari italiani. Uno degli ultimi che vanno composti prima delle elezioni del Csm. Che, ammesso che il legislatore faccia in tempo, dovrebbero svolgersi con le regole nuove. La riforma, decisa dopo il caso Palamara ma ancora ferma in commissione in attesa degli emendamenti della ministra Cartabia, dovrebbe mettere fine al sistema elettorale attuale, considerato il grande colpevole del caos delle nomine di cui Palamara è stato uno degli artefici. Queste, almeno, sono le intenzioni. Perché siano messe in atto, però, una legge dovrebbe arrivare in tempi molto brevi. Ma la strada è ancora lunga.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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