Nella maggioranza si apre la partita sul Fondo salva Stati

Paolo Molinari

Alla legittima soddisfazione del presidente del Consiglio per la decisione della Commissione Europea di sospendere il Patto di Stabilità fanno da contraltare le frizioni che cominciano a registrarsi all'interno della maggioranza sul Mes, prossimo obiettivo del premier. L'idea di Giuseppe Conte è quella di rivedere lo strumento del Fondo Salva Stati per farne un fondo dedicato alle imprese, alla crescita, alla ripartenza economica del Vecchio Continente provato dall'emergenza Coronavirus.

La soddisfazione del premier

Lo stop al Patto è un "ulteriore, importante strumento che tornerà utile a integrare la strategia di risposta europea alle gravi conseguenze sociali ed economiche innescate dall'emergenza sanitaria", spiega una nota di Palazzo Chigi che riporta la "soddisfazione del premier". Ora, "bisogna continuare a lavorare per arricchire il ventaglio degli strumenti messi in campo in modo da rendere la reazione europea coordinata, forte, tempestiva", è l'auspicio.

Le opposizioni incalzano, basta alibi

L'opposizione sembra essere colta impreparata dalla notizia e, assieme ai commenti positivi, si riservano avvertimenti e incitamenti nei confronti di esecutivo e maggioranza. "Il governo agisca subito: Fratelli d'Italia è in prima linea e continuerà a studiare e proporre i provvedimenti necessari a sostenere gli italiani", annuncia Giorgia Meloni. Anche il team economico della Lega avverte governo e maggioranza che "con l'annuncio della sospensione del patto di stabilità non ci sono più scuse. La strada maestra è l'anno bianco fiscale con la cancellazione delle tasse e un serio piano di sostegno economico ai cittadini che non possono lavorare a causa dell'emergenza". A chiedere "subito liquidità per le imprese" e' anche Forza Italia con la capogruppo alla Camera, Maria Stella Gelmini.

Il nodo Mes agita la maggioranza

Ma, come si diceva, la mossa della Commissione rischia di fare esplodere un conflitto interno ai maggiori azionisti di governo che covava da tempo: quello sul ricorso al Mes per affrontare le difficoltà economiche connesse all'emergenza coronavirus. Una possibilità di cui il Movimento 5 Stelle non vuol sentire parlare e sulla quale anche il Pd nutriva delle riserve. Almeno fino a questa mattina. Si', perchécon l'intervista del presidente del Consiglio al Financial Times le cose sono cambiate.

Lo spiega bene il vice segretario dem, Andrea Orlando. "Oggi il presidente Conte ha proposto di utilizzare i 500 miliardi del Mes, un fondo destinato alle esigenze di eventuali dissesti finanziari dei Paesi e che potevano arrivare dal sistema creditizio, dalle banche. La proposta di Conte e' invece quella di utilizzarlo per l'economia reale, a favore della ripresa economica. Si tratta di una proposta sulla quale credo sia giusto riflettere, una proposta che sostanzialmente dice 'togliamo quei soldi inizialmente previsti per le banche e utilizziamoli in modo che vadano verso le imprese, verso le famiglie'. Naturalmente i sovranisti che si aspettavano e forse speravano che l'Europa rimanesse ferma hanno iniziato a sparare verso questa proposta, cosi' come hanno sparato nelle scorse ore".

Il 'niet' del M5s

Non è un dettaglio che tra chi "spara sulla proposta di Conte" ci sia il Movimento 5 Stelle: "Circa il ricorso al Mes senza condizionalità e senza vincoli purtroppo non ci credo", dice il capo politico del M5s Vito Crimi, ribadendo la contrarietà del Movimento. "L'operazione di maquillage di Conte ci preoccupa - spiega una fonte di governo M5s - Perché il Mes mascherato non lo accettiamo". E dopo lo stop al Patto di Stabilita' annunciato da Von der Leyen il muro del M5s si alza ulteriormente: "L'attivazione della clausola di salvaguardia per lo stop al Patto di stabilità è una notizia importante e molto attesa, tanto piu' positiva perché sta a significare l'esclusione di qualsiasi discussione sul Mes lunedi' prossimo durante l'Eurogruppo", si legge in una nota del Movimento.