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"Con Parigi il caso è chiuso, ma ora dobbiamo lavorare alla riforma dei regolamenti di Dublino". Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte mette la parola fine alle tensioni scoppiate tra Roma e Parigi sul caso Aquarius, dopo le dichiarazioni di esponenti di En Marche (il partito fondato da Macron) che hanno definito "vomitevole" la posizione dell'Italia sui migranti. Macron "mi ha detto che le frasi rivolte all'Italia non sono a lui attribuibili", ha detto Conte stamattina entrando alla Camera.

La telefonata notturna di Emmanuel Macron a Giuseppe Conte ha sortito gli effetti desiderati: alla fine, malgrado le scuse ufficiali non siano mai arrivate, il presidente del Consiglio italiano volerà domani a Parigi per un pranzo di lavoro assieme al collega francese. Lo comunica in una nota Palazzo Chigi.

"Macron e Conte - si legge nella nota - hanno convenuto che, in vista del Consiglio Europeo di fine giugno, sono necessarie delle nuove iniziative da discutere insieme. Per evocare questi temi e i numerosi dossier di comune interesse, il presidente della Repubblica e il primo ministro Conte si incontreranno a Parigi venerdì per pranzo di lavoro seguito da una conferenza stampa".

Non si è trattato di scuse, ma di un chiarimento, come specifica l'Eliseo in una nota: il presidente francese, nel corso del colloquio telefonico con il premier Conte, ha "sottolineato di non aver mai fatto alcuna dichiarazione con l'obiettivo di offendere l'Italia e il popolo italiano".

Il comunicato di Palazzo Chigi riassume così il contenuto della telefonata notturna tra i due leader:

"Il Presidente Macron ha sottolineato di non aver pronunciato alcuna espressione volta ad offendere l'Italia e il popolo italiano. Il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio hanno confermato l'impegno della Francia e dell'Italia a prestare i soccorsi nel quadro delle regole di protezione umanitaria delle persone in pericolo. Il presidente della Repubblica ha ricordato di...

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