Nella stanza degli abbracci Rosa, 93 anni, ritrova il calore della famiglia

Adriano Porqueddu
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AGI Un abbraccio ha spezzato l'isolamento dai familiari cui il Covid aveva condannato Rosa Ledda, 93 anni. Ospite della comunità integrata comunale 'Senior People Care Villa dei Giunchi' di Florinas, nel Sassarese, l'anziana, dopo un anno, ha potuto riabbracciare la figlia. "Si è commossa e cercava di baciarmi", racconta all'AGI Alessandra Marceddu, la più piccola dei figli dell'ultranovantenne. Il gesto familiare tra le due donne è stato possibile attraverso le maniche di lattice nella prima stanza degli abbracci della Sardegna, inaugurata ieri nella comunità dove la 93enne è ospite da alcuni anni. Visite e abbracci sono proibiti dal Covid da ormai un anno.

"Potevamo vederci solo attraverso le finestre", ricorda Alessandra Marceddu. "Mia madre ha problemi di vista e di udito, quindi io riuscivo a vederla, ma lei sapeva che ero lì, tutte le volte che andavo a trovarla, solo attraverso la mediazione degli operatori". Ieri, invece, la 93enne ha finalmente potuto riconoscere la figlia attraverso il calore di quell'abbraccio, intenso, lungo ed emozionato, sotto lo sguardo gonfio di lacrime di Nicola, il secondogenito, e di Maria Immacolata, Paola e Ica, le altre sue figlie, connesse in videoconferenza da oltre Tirreno: "Ho organizzato anche il collegamento con le mie sorelle perché era un evento importante per tutti noi", spiega Alessandra.

Un'esplosione di commozione

La grande riunione di famiglia, alla quale mancava solo Margherita, a causa di impegni di lavoro, ha coinvolto gli operatori e i presenti in una esplosione di commozione. "Da ottobre siamo subentrati nella gestione della comunità", spiega all'AGI Giulio Macciocco, responsabile del Consorzio Parsifal che gestisce la comunità per anziani. "Da subito abbiamo dotato gli ospiti di un tablet per le videochiamate con i parenti. Una soluzione che ha prodotto sicuramente dei benefici, ma ci siamo resi conto che non era abbastanza, soprattutto per quegli ospiti che hanno più difficoltà di carattere cognitivo".

È nata così l'idea di acquistare la 'stanza degli abbracci': "Sarebbe stato meno dispendioso installare, in uno dei nostri ambienti, un muro di plexiglass, ma non sarebbe stato lo stesso. Così abbiamo contattato la ditta che ha il brevetto e in un paio di mesi l'abbiamo ricevuta". La struttura gonfiabile e autoportante si trova in uno degli ingressi della comunità, viene igienizzata dopo ogni utilizzo e può anche essere riscaldata.

La comunità di Florinas conta 15 ospiti e l'ambiente è molto familiare: "Gli operatori passano, ciascuno, 35 ore settimanali con gli ospiti", sottolinea Macciocco, "ed è inevitabile che si instauri un rapporto di affetto, ma certo l'abbraccio di una figlia non eè paragonabile". Il contatto con i familiari, oltre a dare sollievo ai parenti, dà conforto e crea benefici negli ospiti anziani: "L'iniziativa del tablet", riferisce il responsabile della comunità, "ha fatto bene agli ospiti e ce ne siamo resi conto anche attraverso un dato empirico che ci dice quanto sia importante il contatto: per gli ospiti l'affetto dei familiari è fondamentale".

"Mia madre soffre di una patologia che non le consente di conservare i ricordi", conferma la figlia di Rosa. "Ieri dopo l'abbraccio, quando stavo per salutarla, mi ha detto, con mia grande sorpresa, un particolare che non ricordava da molto tempo".