Al setaccio l'isola di Epstein. Fbi sequestra i pc, caccia alla cassaforte

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L’isola dei pedofili, oppure l’isola delle orge. Questa la fama di Little St.James, un angolo di Paradiso nel cuore dei Caraibi trasformato da Jeffrey Epstein in quella che i residenti dell’arcipelago delle Virgin Islands hanno da tempo ribattezzato Isle of Sin, isola del peccato. Da quando 20 anni fa il finanziere americano l’acquistò per farne il rifugio più remoto delle sue perversioni, lontano dai riflettori di Manhattan o di Palm Beach.

Ora quell’isola è da due giorni al setaccio degli agenti dell’Fbi e degli uomini della polizia di New York, a caccia di prove che diano nuovo impulso alle indagini sugli abusi sessuali e il traffico di minorenni che Epstein aveva messo in piedi con i suoi complici. A bordo delle golf car i federali si spostano da una parte all’altra dell’atollo, e stando alle immagini riprese dall’alto da un drone avrebbero già sequestrato alcuni computer e altro materiale sistemato in alcuni scatoloni. Ma il vero colpo grosso potrebbe essere un altro: la cassaforte di acciaio che si trova nella residenza principale dell’isola e che - racconta all’agenzia Bloomberg un ex addetto della tenuta - potrebbe contenere ben altro che soldi in contanti e ben altri segreti.

A Little St. James Epstein andava spesso e arrivò ad avare fino a cinque imbarcazioni, tra cui un ferry da 200 posti con cui ospiti e lavoranti facevano la spola dalla vicina St.Thomas. Portava molte persone e, secondo i racconti, molte giovani donne che prendevano il sole a bordo piscina in topless, mentre lui si aggirava in costume, a torso nudo e ciabatte da mare. E non tollerava di vedere intorno gli addetti alla manutenzione, ordinando che stessero il più possibile alla larga dalla villa. Eppure qualcuno giura di aver visto tra gli ospiti Bill Clinton e altri potenti. Ma la gran parte degli addetti dell’isola furono costretti un paio di anni fa a firmare accordi di segretezza per non svelare nulla di quanto avevano visto.

Intanto a New York è...

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