Nelle chat dei No Vax insulti e minacce a J-Ax: "Va riempito di botte"

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J-Ax
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Sul gruppo Telegram “Basta dittatura” – di cui la procura avrebbe disposto il sequestro – sono stati registrati insulti e minacce contro J-Ax, che di recente si era scagliato pubblicamente contro gli antivaccinisti.

J-Ax: gli insulti e le minacce

Un gruppo Telegram intitolato “Basta dittatura” ha pubblicizzato alcune delle proteste dei No Green Pass e la procura ne ha disposto il sequestro. Nel frattempo, nelle ultime ore, sul gruppo sarebbero apparsi alcuni messaggi minatori da parte degli utenti nei confronti di J-Ax, il fondatore degli Articolo 31 recentemente balzato alle cronache per essersi scagliato contro i No-Vax. “Gli ho scritto su Instagram che, se lo becco in giro per Milano, gli spacco il c**o. L’ho già incrociato due volte anni fa, spero ci sia la terza”, ha scritto un utente, mentre un altro ha aggiunto: “Bella, riempilo di botte, è fin da piccolo che sogno di bastonarlo.” Di recente lo stesso J-Ax ha confessato di aver ricevuto insulti e messaggi minatori sui social proprio da parte dei No-Vax, contro cui si era scagliato pubblicamente dopo essere guarito dal Coronaivurs.

J-Ax contro i No-vax

In una delle sue ultime interviste J-Ax aveva affermato di non essere disposto a cercare un dialogo con i No-Vax: “Una volta ti mandavano dei proiettili, adesso foto di proiettili. Ma sono sempre profili anonimi, non ci mettono mai il nome. Io capisco che sia tutto nuovo ed è vero che non si sa molto su questi vaccini, ma basta per capire che è la scelta giusta, anche pensando agli altri, per non intasare le terapie intensive. Viene confuso il vaccino con l’antidoto, anche, ma alla fine sono tutte scuse che la gente si trova perché ha paura”, aveva dichiarato il rapper e produttore musicale dopo aver compreso quanto la malattia potesse rappresentare un pericolo. Lo stesso J-Ax ha dichiarato di aver combattuto per settimane contro il virus.

J-Ax: il Coronavirus

J-Ax era risultato positivo a Covid-19 insieme a sua moglie, Elaina Coker, e a suo figlio Nicolas. Lui stesso aveva confessato di aver temuto per la propria vita e per quella dei suoi cari: “Per dieci giorni sono stato veramente male, non dormivo la notte e la preghiera era che tutto non arrivasse ai polmoni. Mia moglie non riusciva più a mangiare: non lo ha fatto per quattro giorni. Lei non riusciva ad alzarsi dal letto e io giocavo con mio figlio, che ha quattro anni. Il mio pensiero era: e se io peggioro, lui con chi va? Chi lo tiene? Come si fa?”, aveva dichiarato.

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