Nelle chat Telegram dei No Green Pass: "La loro fine è vicina, andiamo a cercarli a casa"

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(Photo: Basta dittatura)
(Photo: Basta dittatura)

“La loro fine è sempre più vicina, avanti tutta finché la dittatura non sarà distrutta”. “Dobbiamo andare a casa delle merde criminali, diteci gli indirizzi da presidiare, devono capire chi comanda”. Bersaglio sono “i ministri, tutti i capi di partito, cosiddetti virologi criminali e tutti i presidenti di regione, il co... di Figliuolo, giornalisti più criminali”. I mezzi di informazione li chiamano “canali di manipolazione televisivi”.

Sono le conversazioni che appaiono in un gruppo Telegram intitolato “Basta dittatura” che conta oltre 40mila iscritti. “Non definiteci no mask o no vax”, scrivono. Ma di fatto sono persone che si oppongono alle norme anti contagio, sostenendo che il covid sia una truffa, un’influenza da curare a casa, la cui pericolosità è stata ingigantita e montata ad arte da una fantomatica dittatura. Si definiscono “pacifici”, ma i toni usati hanno tutt’altro sapore. L’obiettivo è invitare un numero di persone sempre più ampio a perseguitare chi sostiene la necessità di sottoporsi alle somministrazioni contro il coronavirus o l’utilizzo del Green Pass. Inondando gli indirizzi elettronici di insulti, cercandoli sotto casa.

Dal gruppo partono anche gli inviti a portare la protesta per le strade. Nella settimana del primo settembre il programma è fitto: mercoledì tocca bloccare i treni, giovedì presidiare i palazzi di regione, venerdì delle non meglio specificate “sedi leccaculo canali manipolazione”, il sabato una generica protesta in tutta Italia a partire dalle 18, orario aperitivo. Poi la domenica, giorno del Signore, la nota scrive “Riposo”. Lunedì si ricomincia: sciopero e tutti insieme al Parlamento. Il blocco delle stazioni ferroviarie è previsto il primo settembre, al debutto del Green Pass rafforzato su treni, navi e aerei. In 54 città, a partire dalle 14.30, ora dell’incontro. “Non ci fanno partire con il treno senza il passaporto-schiavitù? Allora non partirà nessuno”, scrivono, invitando i manifestanti a portare con sé anche i bambini. Perché la manifestazione sarà pacifica, dicono. Perché noi siamo pacifici, scrivono. Non sarà d’accordo chi sta facendo le spese di questi attacchi, come il medico Matteo Bassetti, inseguito e minacciato sotto casa.

(Photo: Basta dittatura/Telegram)
(Photo: Basta dittatura/Telegram)

Alcuni bersagli hanno volti noti. Le fotografie dei virologi che abbiamo imparato a conoscere nell’ultimo anno di pandemia compaiono dietro le sbarre: Matteo Bassetti - appunto - e con lui Roberto Burioni e Fabrizio Pregliasco. Mario Draghi ha un paio di baffetti disegnati, che ricordano quelli di Hitler: dei militari lo arrestano. Letta, Speranza, Lorenzin: tutti “criminali” da punire e terrorizzare. L’ex ministra, scrivono, andrebbe “impalata viva”. Ma loro non bastano, ne vogliamo di più, li vogliamo tutti. Gli utenti sono invitati a monitorare i mezzi di informazione, andando a infoltire l’indice dei bersagli. Sotto i volti, appaiono nome, cognome data di nascita, codice fiscale (a che utilizzo, poi…) e gli indirizzi dove attaccarlo. Di alcuni, i medici reperibili su internet, vengono specificati anche gli indirizzi degli studi: “Mandateci poi video e registrazioni audio per far divertire anche gli altri”, “Inviate i numeri e indirizzi, nei commenti, della merda criminale”.

Della visibilità vanno fieri. “Si sono accorti di noi, hanno paura”: sorridono, segnalando gli articoli e le televisioni che parlano della presenza del gruppo. L’emoticon della risata a sottolineare l’orgoglio alimentato da una presunto terrore che genererebbero. L’emoticon della risata accompagna anche la notizia della morte di un ragazzo di 33 anni, Guido Castelnuovo Tedesco, politico di Forza Italia: una scomparsa che merita di essere derisa, poiché aveva invitato i follower a vaccinarsi.

(Photo: Basta dittatura/Telegram)
(Photo: Basta dittatura/Telegram)

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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