Nelle trattative sul Conte ter spunta anche un nodo Boschi

Giovanni Lamberti
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AGI - Questa volta non ha parlato apertamente di governo istituzionale ma ai suoi Matteo Renzi ha detto che il voto non c'è, che neanche il Colle non vuole le elezioni. Il Pd avrebbe garantito a Italia viva, riferisce un 'big' della maggioranza, due dicasteri di peso ma al momento non ci sarebbero passi avanti nella trattativa.

In un eventuale 'Conte ter' il vice segretario Orlando potrebbe svolgere il ruolo di vicepremier ma ci sarebbe il no di Iv, anche sull'eventualità che il vice segretario dem venga affiancato da un esponente M5s. Inoltre il Movimento 5 stelle non cederebbe sui nomi di Azzolina e Bonafede, anche se quest'ultimo potrebbe ricoprire un ruolo diverso da quello del ministro della Giustizia.

Al tavolo di oggi si è parlato di giustizia (con lo scontro sulla riforma della prescrizione), di ambiente, di attività produttive, di fisco. Un focus anche sulla scuola con il Pd e Italia viva che non hanno nascosto critiche nei confronti del responsabile dell'Istruzione.

Il confronto nella maggioranza va avanti tra 'desiderata' (come la riforma dell'Irpef e la necessità di politiche maggiormente incisive contro l'evasione fiscale) e veti reciproci. Nella riunione che si è tenuta all'ora di pranzo i capigruppo Boschi e Faraone hanno informato deputati e senatori, spiegando che al tavolo della maggioranza ci sono "pochissime aperture".

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L'ex ministro Boschi ha ripetuto di non voler diventare ministro ma nel fronte rosso-giallo si riferisce che Iv insisterebbe sul nome dell'ex responsabile delle Riforme.

Parallelamente il dialogo va avanti sulla composizione della squadra. Renzi ai suoi ha spiegato di trattare in prima persona, di essere direttamente l'interlocutore in questa partita. Non si esclude che si arriverà ad un secondo giro di consultazioni. "Non c'è accordo su nulla", ha tagliato corto Renzi, aggiungendo di voler lavorare fino alla fine per una mediazione, "ma al momento non ci sono segnali da parte del Pd e del Movimento 5 stelle".

"Siamo favorevoli all'accordo ma gli altri non accettano nessuna mediazione sui temi e non vogliono neppure mettere nulla per iscritto", ha detto ancora Renzi. L'alternativa è sempre quella di un esecutivo istituzionale ma una parte del Pd continua ad evocare il voto (il piano B è un governo elettorale) ma dopo il lavoro del presidente della Camera la palla passerà di nuovo al Colle.