Neoplasie toraciche, studio: primo registro internazionale pazienti

Red/Rus

Roma, 29 giu. (askanews) - L'esplosione della pandemia da Sars-CoV-2 ha portato a una riorganizzazione dei percorsi assistenziali volti a garantire la continuit delle cure e la sicurezza dei pazienti oncologici assieme a uno sforzo scientifico globale, con l'obiettivo di migliorare le conoscenze sull'infezione e il decorso della malattia. I pazienti affetti da neoplasie toraciche rappresentano in questo senso una popolazione particolarmente fragile e ad alto rischio di sviluppare complicanze dall'infezione, per la frequente storia di fumo e per le associate comorbidit respiratorie e cardiovascolari.

Lo studio Teravolt (The Thoracic Cancers International Covid-19 Collaboration) stato promosso dalla Dottoressa Marina Chiara Garassino, Responsabile della Struttura Semplice di Oncologia Medica Toraco-Polmonare afferente all'Oncologia Medica 1 dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, con la collaborazione di oltre 200 altri centri di ricerca italiani ed internazionali, tra cui l'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano e l'Universit Vanderbilt di Nashville (USA), ed stato condotto senza il supporto di finanziamenti privati. I risultati preliminari sono stati pubblicati sulla rivista "The Lancet Oncology".

L'esigenza di creare il network TERAVOLT nasce dalla rilevanza medica e sociale della pandemia e dalla assoluta necessit di basare le decisioni della comunit di oncologi su evidenze che aiutino a conoscere l'andamento dell'infezione nei pazienti affetti da tumore, e definire cos i pazienti maggiormente a rischio di contrarre l'infezione e sviluppare complicanze severe. "Sono stati analizzati i dati dei primi 200 pazienti con neoplasie toraciche e infezione da Sars-CoV-2 forniti da diversi centri italiani, francesi e spagnoli; 151 di questi erano affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule" spiega Marina Chiara Garassino dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, primo autore dell'articolo. "Tali dati hanno mostrato che il 76% dei pazienti veniva ricoverato ed un terzo del totale andava incontro a prognosi infausta. Solo il 10% dei pazienti, pur avendone le caratteristiche, stato trasferito in terapia intensiva". Va tenuto presente per che i dati sono stati raccolti soprattutto nei paesi europei maggiormente colpiti dalla pandemia e nel momento di maggiore criticit anche relativamente all'utilizzo delle risorse sanitarie.(Segue)