"Nessun danno all'ambiente" tra le regole Ue per la ripartenza (di V. Cogliati Dezza)

Carlo Renda
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Ambiente (Photo: getty)
Ambiente (Photo: getty)

(di Vittorio Cogliati Dezza)

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza torna sul palcoscenico. Finito dietro le quinte mentre in primo piano agivano i motori della crisi di governo, ora si riprende il ruolo di comprimario, insieme alla pandemia. La via è molto più tracciata di quanto non si dica e di quanto non facciano immaginare alcune funamboliche proposte, come l’eterna araba fenice del Ponte sullo Stretto, riproposto da qualche forza politica. L’Unione Europea ha dato criteri stringenti, che non lasciano grandi spazi di manovra ai governi nazionali.

Fino ad oggi si è parlato dei pilastri fondamentali, della distribuzione delle risorse (che devono garantire il 37% alla transizione verde e il 20% a quella digitale), dell’impatto positivo sulla coesione e l’inclusione sociale, con particolare riferimento alla parità di genere e al superamento delle disuguaglianze generazionali. Si è detto del metodo per l’elaborazione del Piano che deve essere partecipativo ed aperto alle organizzazioni della cittadinanza attiva. E della necessità di indicare i risultati attesi, primo fra tutti il contrasto ai cambiamenti climatici.

Oggi c’è un’indicazione in più. A febbraio la Commissione ha pubblicato un documento che deve guidare i Piani Nazionali, secondo orientamenti tecnici per rispettare il principio “non arrecare un danno significativo - do no significant harm” (Dnsh) all’ambiente. Il Documento fa riferimento al Regolamento Tassonomia, approvato a giugno 2020 dall’Unione Europea, che delinea i criteri per determinare se un’attività economica e un investimento possano considerarsi ecosostenibili. Alla base c’è l’individuazione di sei obiettivi ambientali: 1) la mitigazione dei cambiamenti climatici, 2) l’adattamento ai cambiamenti climatici, 3) l’uso sostenibile e la protezione delle acque e delle ...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.