Nessun partito del centrodestra sosterrà un Conte ter, assicurano i leader

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AGI - Il centrodestra ritrova unità nella richiesta a Sergio Mattarella di valutare l'opzione del voto politico anticipato. La coalizione sfila in delegazione corposa al Colle, in tutto tredici, tra leader e capigruppo. Tra i leader ci sono Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Antonio Tajani e i centristi Maurizio Lupi (NcI), Giovanni Toti (Cambiamo) e Antonio De Poli (Udc).

Dopo l'incontro con il capo dello Stato, durato circa mezz'ora, la delegazione si ferma nell'anticamera del Salone delle feste per limare il testo concordato. È il segretario della Lega a leggerlo per tutti. Nel comunicato si esprime innanzitutto la "preoccupazione" per la situazione del Paese. E si chiede che si arrivi al più presto a una soluzione "rapida" della crisi che porti alla formazione di un "governo coeso".

La via indicata dal centrodestra, naturalmente nel rispetto e riconoscimento delle prerogative di Mattarella, è quella del voto politico anticipato e nessuno del centrodestra sosterrà mai un governo riedizione della maggioranza uscente, si assicura. Nel caso in cui, invece, non si arrivasse al voto, viene precisato alla fine del testo, tutti i componenti della coalizione "si riservano" di valutare le decisioni che prenderà il capo dello Stato.

È il riferimento alle ipotesi di governo di unità nazionale, che troverebbero il favore dei centristi e di Forza Italia (anche se FI vincola il suo 'sì' a quello della coalizione). Ipotesi che vede la contrarietà di Fratelli d'Italia e (al momento) quello della Lega di Salvini. Ma che comunque è accennata, in coda alla nota, e quindi non completamente scartata da tutta la coalizione.

Ecco il testo integrale della nota di sintesi letta da Salvini:

"La delegazione unitaria del centrodestra, che rappresenta la maggioranza del Paese e governa 14 regioni su 20, ha espresso al Presidente della Repubblica la comune preoccupazione per la situazione sanitaria, economica e sociale in cui versa l'Italia, situazione che è stata aggravata da un Governo incapace e nato da un accordo di Palazzo. La crisi, causata dai litigi, dalla vanità e dagli interessi personali di chi stava al governo, necessita di una soluzione rapida e incisiva. Al Presidente della Repubblica è stata quindi confermata la nostra richiesta di valutare l'ipotesi di scioglimento delle Camere e del ricorso ad elezioni. Il centrodestra auspica che sia così offerta agli italiani la possibilità di dare vita in breve tempo ad un governo coeso con un programma comune condiviso dagli elettori e con una maggioranza forte per affrontare in tempi brevi i gravi problemi della nazione. Anche in questo caso, il centrodestra ha confermato al Presidente della Repubblica piena disponibilità a collaborare per tutti i provvedimenti necessari a salvaguardare gli interessi degli italiani - come peraltro fatto fino ad oggi e in modo spesso decisivo - a partire da un efficace utilizzo dei fondi del Recovery, dal piano vaccini fino ai ristori e ai rimborsi per famiglie e imprese.Tutti i componenti della delegazione hanno escluso la possibilità di qualsiasi appoggio alla riedizione della stessa maggioranza, che sta tenendo in ostaggio il Paese da settimane e che sarebbe ancor più debole qualora fosse garantita da singoli voltagabbana. Tutti i componenti si sono riservati, ove non si andasse ad elezioni, di valutare con il massimo rispetto ogni decisione che spetta costituzionalmente al Capo dello Stato all'esito delle consultazioni in corso".