"Nessuna ripartenza del virus, ma è ancora tra noi"

Il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli in conferenza stampa alla protezione civile per fare un punto sulla situazione del coronavirus in Italia, Roma, 5 marzo 2020. ANSA/ALESSANDRO DI MEO (Photo: Ansa)

“No, non c’è ripartenza del virus. L’impennata dei nuovi contagi in Lombardia dipende dall’aumento del numero dei tamponi effettuati”. Franco Locatelli è categorico. La notizia che nel giro di ventiquattro ore i positivi al Covid-19 sono passati da 177 a 518 (402 in Lombardia, dove ieri se ne contavano appena 84) non sorprende il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, componente del Comitato tecnico scientifico.

“L’aumento registrato nel numero dei contagiati dipende dalla quantità di tamponi effettuati, circa sette volte in più rispetto a quella dei giorni scorsi. Il rapporto tra tamponi positivi e tamponi effettuati riportato oggi è 2.1 rispetto a 2.5 di ieri”, ripete Locatelli.

Numeri alla mano, i tamponi positivi rilevati oggi in tutto il Paese sono 518. In termini percentuali, il 77,6 % del totale in Lombardia. Tra le altre regioni più colpite dal coronavirus, l’incremento registra 49 casi in Piemonte, 17 in Emilia Romagna e 14 in Liguria. Nelle altre 16 regioni, invece, i casi non arrivano a dieci: 9 nel Lazio, 7 in Toscana, 6 in Veneto, 4 in Puglia, 2 in Sardegna, Abruzzo e Marche, 1 in Sicilia, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige; 0 in Campania, Umbria, Valle d’Aosta, Molise e Basilicata.

I morti in Italia, invece, oggi sono in tutto 85, concentrati soprattutto in Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna. In queste tre regioni si registrano il 60% delle vittime odierne. Nessun morto in Trentino Alto Adige, Sicilia, Abruzzo, Umbria, Sardegna, Valle d’Aosta, Calabria, Molise e Basilicata. 

 

“La situazione è monitorata costantemente e non deve destare allarmismi”, spiega Locatelli. Una precisazione, però, il professore tiene a farla e il riferimento sembra rivolto a quel ‘il virus clinicamente non esiste più’ - che tante reazioni e polemiche ha sollevato, dividendo la comunità scientifica - pronunciato domenica in televisione dal primario del San Raffaele, Alberto Zangrillo.

“I dati registrati oggi sono la dimostrazione che il nuovo coronavirus è ancora in circolazione - scandisce il presidente del Consiglio Superiore di Sanità - e che quindi serve mantenere la massima cautela, continuare ad agire con prudenza e rispettare le misure di distanziamento e le regole che abbiamo imparato in questi mesi”. 

Prudenza e cautela, dunque, “ma per il momento niente allarmismi. Anche perché - ribadisce Locatelli - la situazione è monitorata costantemente e la curva epidemica continua a flettere in tutte le regioni”.  

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