"Nessuno pensi di chiudere il Parlamento", avverte Zanda

“Nessuno pensi di chiudere il Parlamento”. È risoluto Luigi Zanda, senatore e tesoriere del Pd. Non cxi sono giustificazioni ed emergenze che tengano. Camera dei deputati e Senato della Repubblica vanno tenuti aperti, sempre, perché – spiega il senatore dem – “una democrazia, anche in presenza di eventi di gravità eccezionale, deve sapere che esiste un confine invalicabile. Perciò il Parlamento e così pure la stampa e i grandi servizi pubblici non debbono chiudere mai”, neppure di fronte ad un'epidemia che rischia di esser globale come questa.

Secondo Zanda, il Parlamento “può rallentare i propri lavori oppure sospenderli brevemente” magari per disinfestare le aule e gli uffici, ma deve restare sempre aperto per essere “in grado di riunirsi in ogni momento”. Poi intima, in caso vi fossero tentazioni in questa direzione:” Non facciamo scherzi”. Insomma, il punto è che il Parlamento “è il luogo della democrazia, è il punto di riferimento di tutti gli organi dello Stato e da esso derivano i poteri del governo” perciò non vi possono essere eventi straordinari che ne interrompano l'attività: “Anzi – sottolinea Zanda – quanto più il Paese è a rischio, tanto più deve funzionare”. E porta l'esempio classico ed estremo: “Anche per dichiarare lo stato di guerra serve una deliberazione delle Camere. E sono sempre le Camere a conferire al governo i poteri necessari. Lo dice l'articolo 78 della Costituzione”, precisa.

Quanto alla possibilità di un governo di solidarietà nazionale, il senatore e tesoriere dem afferma di ritenere. Che la solidarietà nazionale “vada mostrata subito in Parlamento, frenando la polemica politica” e a tale proposito evidenzia positivamente che martedì in Senato le opposizioni, “anziché votare no, si sono astenute sulla conversione del primo decreto contro il virus: un atto di grande responsabilità” dichiara con soddisfazione.