Netflix non paga le tasse, scatta l'indagine

Il colosso americano Netflix è finito nel mirino della Procura di Milano, contro il colosso di contenuti d'intrattenimento a pagamento è stata aperta un’inchiesta per omessa dichiarazione dei redditi.

Secondo quanto raccolto dal Corriere della Sera l’azienda americana fattura milioni di euro in Italia grazie alla vendita di film e serie tv in streaming, ma non avrebbe mai pagato un uro di tasse. L’indagine, affidata al sostituto procuratore Gaetano Ruta dal Procuratore capo Francesco Greco che aveva invitato il governo ad intensificare la lotta all’evasione e al riciclaggio, ha visto l’apertura di un fascicolo per omessa dichiarazione dei redditi contro ignoti perché il gruppo non ha referenti in Italia.

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Stando ad una stima fatta da Comparitech, dall’arrivo in Italia nel 2015 al 2018 Netflix ha raggiunto nella Penisola 1,4 milioni di abbonati con la prospettiva di toccare i due milioni entro la fine del 2019. Pur distribuendo contenuti attraverso le reti Internet italiane, Netflix non ha una sede legale né un rappresentante in Italia e quindi non avrebbe presentato nessun tipo di dichiarazione dei redditi in quanto la legge prevede che solo le società che hanno una presenza fissa in un certo paese debbano anche pagare le tasse in quel paese.

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Secondo le indagini della Guardia di Finanza di Milano, i contenuti di intrattenimento che arrivano in Italia partono dall’estero e vengono veicolati sul territorio nazionale attraverso le reti che sono gestite dagli internet provider che per questo vengono regolarmente retribuiti da Netflix. Lo scopo dell’indagine, secondo quanto riportato dal Corriere, servirà a stabilire se l’uso di server e di reti Internet in Italia da parte di Netflix possa essere sufficiente da dover presente anche in Italia una dichiarazione dei redditi.

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