A New York stop ai cellulari nei ristoranti

A dare il via a questa ‘moda’ è stato un ristorante d’ispirazione italiana che ha sede nell’East Village a Manhattan, Hearth, il cui chef e proprietario è Marco Canora. (Credits – Instagram)

Una cena romantica rovinata dallo squillo del cellulare, o la degustazione di piatti raffinati di uno chef stellato disturbati dai messaggi WhatsApp. Ormai la nostra vita è scandita dagli smartphone, che ci sono utili spesso, ma che possono anche diventare ingombranti e fastidiosi. Molti locali di New York, quindi, hanno deciso di darci un taglio.

Come scrive il New York Times, infatti, a dare il via a questa ‘moda’ è stato un ristorante d’ispirazione italiana che ha sede nell’East Village a Manhattan, Hearth, il cui chef e proprietario è Marco Canora. Già da novembre nel locale newyorkese, infatti, i camerieri chiedono ai clienti di deporre – spenti – i cellulari in una particolare scatola colorata che si trova sul tavolo e di lasciarli lì per l’intera durata del pranzo o della cena.

Ma qual è il perché di questa scelta? In realtà sono diversi. Da un lato i ristoratori vogliono che i loro clienti si godano la cena in tranquillità, riscoprendo il gusto di chiacchierare tra commensali, di parlare con il proprio partner o con i figli e di gustarsi, dunque, una cena senza l’ansia di connessione online. Ma c’è anche un motivo che riguarda gli stessi camerieri e chef e che in questi anni rischia di rendere il loro lavoro più difficile.

Clienti che vogliono a tutti i costi fotografare i piatti stellati portano gli chef a portare a tavola pietanze calde e fumanti, ma che si raffreddano prima che i commensali possano degustarle. Rispondere a messaggi, scrivere un commento sui social o postare le foto dei piatti, inoltre, rallentano il lavoro dei camerieri e le ordinazioni, rendendo il servizio meno efficiente.

Ed ecco, dunque, che la moda del momento a New York sta diventando quella dei ristoranti tech-free, dove ci si gusta una buona cena dimenticandosi per un po’ di quel mondo virtuale che sempre più ci perseguita.