Neymar, la rottura con Nike per presunti abusi su una dipendente

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Ad agosto Neymar ha lasciato la Nike, dopo 15 anni di sponsorizzazione, per firmare un accordo con Puma. A distanza di qualche mese, l’azienda di sportswear ha rivelato il motivo della rottura: "Nike ha concluso la sua partnership con l’atleta perché si è rifiutato di collaborare a un’indagine su accuse credibili di illeciti commessi contro una nostra dipendente", ha dichiarato Hilary Krane, consigliere generale di Nike, al Wall Street Journal.

Secondo il WSJ, una dipendente nel 2016 avrebbe raccontato ad alcuni amici e colleghi di lavoro che la star brasiliana avrebbe tentato di costringerla a un rapporto di sesso orale in un hotel di New York dove i due si trovavano per coordinare gli eventi e la logistica per lui e il suo entourage. Una denuncia formale è stata presentata a Nike nel 2018, quando la dipendente ha parlato del presunto abuso al capo delle risorse umane e al consulente generale dell'azienda.

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Il campione brasiliano non avrebbe collaborato alle indagini interne lanciate dall’azienda e per questo Nike avrebbe interrotto il contratto da 210 milioni di dollari che in origine sarebbe dovuto continuare fino al 2028.

Neymar ha negato le accuse e una sua portavoce ha specificato che la rottura con Nike è stata una scelta commerciale.

Eppure questa non è la prima volta che l'attaccante per il Paris Saint-Germain viene accusato di violenza sessuale. Nel giugno 2019, una donna ha detto di essere stata stuprata in un hotel di Parigi un mese prima, ma il campione, che aveva definito l'incontro consensuale, l’aveva poi accusata di estorsione.

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