Nicaragua. Elezioni farsa riconfermano Ortega

·3 minuto per la lettura

Il partito sandinista del presidente del Nicaragua Daniel Ortega ha ottenuto il 75% alle elezioni di ieri nel paese centro americano, secondo i primi dati ufficiali. Un risultato scontato, così come la conferma di un quarto mandato per Ortega e la moglie vicepresidente Rosario Murillo, nell'ambito di un voto che la comunità internazionale considera una "farsa". In un durissimo comunicato il presidente americano Joe Biden accusa il presidente del Nicaragua e la moglie di essere diventati "degli autocrati come la famiglia Somoza che Ortega e i suoi sandinisti combattevano 40 anni fa". L'Ue chiede a Ortega di "restituire la sovranità al popolo" e minaccia nuove sanzioni.

Ex eroe della rivoluzione sandinista, che nel 1979 cacciò il dittatore Anastasio Somoza, Ortega si è da tempo trasformato in un autocrate. Le elezioni hanno perso ogni parvenza di democrazia il 2 giugno quando la principale candidata alla presidenza dell'opposizione, Cristina Chamorro, è stata posta agli arresti domiciliari per una presunta vicenda di riciclaggio di denaro.

Nei giorni successivi i possibili candidati presidenziali arrestati sono diventati sette, a cui si sono aggiunti attivisti, giornalisti, imprenditori, politici dissidenti. A Pedro Joaquin Chamorro, un giornalista 70enne fratello di Cristiana, è bastato accennare in televisione che avrebbe potuto candidarsi per venire arrestato tre ore dopo. A diversi partiti è stato impedito di partecipare al voto. Non stupisce i giornalisti della stampa internazionale non abbiano ottenuto il visto per entrare nel paese e seguire le elezioni.

Leader del Nicaragua dal 1979 al 1990, Ortega è ritornato presidente nel 2007 e da allora ha rafforzato il suo potere, piazzando suoi fedeli nella Corte Suprema, la procura generale e la commissione elettorale nazionale. Una riforma costituzionale del 2014 ha abolito ogni limite ai mandati presidenziali e dal 2017 la moglie è diventata vice presidente. Nel 2018 la repressione ordinata dopo le manifestazioni di massa contro il governo, ha causato 300 morti e centinaia di arresti. Oltre 100mila persone sono fuggite all'estero.

Il voto di ieri viene considerato una farsa dalla comunità internazionale. Carlos Alvarado, presidente della confinante Costarica, ha twittato subito di "non riconoscere le elezioni in Nicaragua" e chiesto la liberazione dei prigionieri politici. La Casa Bianca ha diffuso un comunicato il cui titolo già dice tutto: "Dichiarazioni del presidente Biden sulle elezioni farsa in Nicaragua". Oltre a fare un paragone fra Ortega e Somoza, Biden parla di "pantomima di elezioni, non libere, non eque e certamente non democratiche".

"Chiediamo al regime Ortega-Murillo di intraprendere passi immediati per ripristinare la democrazia" e liberare tutti i prigionieri politici, "fino ad allora - si legge - gli Stati Uniti, in stretto coordinamento con la comunità internazionale, useranno tutti gli strumenti diplomatici ed economici a disposizione per sostenere il popolo del Nicaragua".

Le elezioni in Nicaragua "si sono svolte senza garanzie democratiche e i suoi risultati mancano di legittimità", ha dichiarato il rappresentante Ue per la politica estera Josep Borrell chiedendo la liberazione dei prigionieri politici e la restituzione "della sovranità" al popolo. L'Ue ha già posto 14 dirigenti del Nicaragua sulla sua lista nera, ma ora potrebbe intraprendere altre azioni.

"L'Ue ha evitato con attenzione ogni misura che possa potenzialmente aumentare le difficoltà del popolo del Nicaragua e ha coerentemente preso di mira solo i responsabili degli sviluppi anti democratici in Nicaragua. In questo spirito intendiamo considerare tutti gli strumenti a nostra disposizione per adottare altre misure , comprese quante possano andare oltre le restrizioni individuali", si legge nel comunicato di Borrell.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli