Niccolò Fabi, la critica a Sanremo: “Un soffritto televisivo”

niccolò fabi

In occasione della consegna del Premio Faber a Roma, il cantante Niccolò Fabi ha commentato la nuova edizione di Sanremo 2020, criticando la visione troppo televisiva del cast.

Niccolò Fabi, Sanremo accontenta il target

Continua a tenere banco l’argomento Sanremo 2020, ma questa volta ad alimentare le polemiche sulla kermesse in programma il prossimo 4 febbraio ci ha pensato Niccolò Fabi, illustre canatante della musica italiana.

Lo scorso giovedì 16 gennaio il cantante romano ha ricevuto la Targa Faber presso l’Auditorium del parco della Musica di Roma, premio alla carriera che ogni anno viene consegnato ai pià meritevoli del cantautorato italiano, e incalzato sull’argomento Sanremo ha voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa, criticando l’impostazione troppo televisiva della kermesse: “Il cast di Sanremo mi sembra semplicemente quello che è: un programma con una regia televisiva. Baglioni, banalmente, avrà dovuto ascoltare le ragioni della televisione, ma se è stato chiamato lui come direttore artistico, da cantante, nel bene e nel male, con i suoi gusti, però aveva sicuramente una visione più musicale. In questo caso mi sembra veramente come se avessero deciso: ‘prendiamo un po’ di aglio, una cipolla, olio…’. Un po’ di tutto per fare qualcosa che in qualche modo sia rappresentativa di tutti i vari target di ascolto… dei televotanti”.

Un soffritto televisivo

Stiamo parlando di una storia finita 22 anni fa e pacificamente interrotta, perché per fortuna non ho più tentazioni del genere“-aggiunge il cantante-Ma non è un fatto ideologico, è proprio che il mio carattere e quelle dinamiche vanno troppo in conflitto”, ha continuato a spiegare Fabi. “Non mi interessa molto, dunque, il prossimo festival , anche perché il cast è messo insieme come un soffritto“.