Nicola Donadio, ucciso a sprangate per una lite a Misano Adriatico

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Nicola Donadio, ucciso a sprangate per una lite a Misano Adriatico
Nicola Donadio, ucciso a sprangate per una lite a Misano Adriatico

Misano Adriatico, Nicola Donadio è morto nelle prime ore di oggi, 13 gennaio 2022, ucciso da diversi colpi di spranga per un effimero litigio. I carabinieri lo hanno trovato riverso in una pozza di sangue, nella zona del depuratore cittadino.

Misano Adriatico, Nicola Donadio ucciso a sprangate

Nicola Donadio, 50 anni, viveva in una roulotte-container in un’area riservata dal Comune di Misano Adriatico alle persone in difficoltà economica. Tra lui e il suo vicino, il 54enne Edi Zegarac, non correva buon sangue e spesso litigavano, secondo quanto riportato da quest’ultimo alle forze dell’ordine.

Dopo una discussione circa una fioriera al confine tra le roulotte, Edi Zegarac ha deciso di porre fine alla vita di Nicola Donadio, uccidendolo con violente sprangate usando un bilanciere da palestra. All’intervento dei carabinieri, il colpevole ha subito ammesso il crimine e confessato di aver litigato spesso con la vittima, che lo aveva già querelato in precedenza per lesioni e danneggiamento.

Misano Adriatico, Nicola Donadio aggredito dopo il lavoro

Durante l’arresto, Zegarac ha confessato di aver aspettato Donadio all’alba: sapeva che a quell’ora sarebbe tornato dal lavoro notturno. Secondo quanto dichiarato, lo avrebbe atteso per chiarire la questione delle fioriere di confine e invitarlo a ritirare la querela che li avrebbe portati entrambi in Tribunale. La discussione sarebbe poi degenerata in una lite e, preso da un raptus omicida, Zegarac avrebbe colpito la vittima a morte.

Nicola Donadio non ce l’ha fatta: omicidio a Misano Adriatico

Donadio, mentre l’aggressore continuava a percuoterlo con il bilanciere, ha chiamato aiuto e i vicini hanno allertato i soccorsi. Quando il 118 e i carabinieri sono arrivati sul posto, l’uomo era ancora vivo ma purtroppo è morto poco dopo a causa delle gravi ferite riportate. Edi Zegarac si era rinchiuso nel bagno del suo container, conscio del fatto che di lì a breve sarebbe stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario.

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