Nicoletta Spagnoli: "Ecco la mia ricetta per l'Umbria"

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di Federica Mochi"L'Umbria è la nostra Regione, dove abbiamo il quartier generale e le nostre radici, da quattro generazioni. Qui siamo nati e qui intendiamo rimanere, ma devo dire che c’è molto da fare per migliorare la nostra situazione". Parola di Nicoletta Spagnoli, presidente e amministratore delegato di Luisa Spagnoli e pronipote della capostipite che inventò il mitico bacio Perugina.  

Imprenditrice di rango internazionale, nominata cavaliere del Lavoro da Giorgio Napolitano, il suo nome non rappresenta solo uno dei più importanti brand del Made in Italy ma è legato a doppio filo a quello dell'Umbria. In vista delle elezioni regionali di domenica Spagnoli spiega all'Adnkronos come immagina la sua regione nei prossimi anni. 

"Il problema dei collegamenti, ad esempio, è un ostacolo assolutamente da superare - osserva Spagnoli - viviamo in un’epoca in cui internet ha velocizzato la possibilità di contatto e di comunicazione e in cui le aziende investono molto in tecnologia e digitalizzazione, ma le infrastrutture? L'Umbria è una regione ricca di storia e cultura ma molto isolata, e se vuole uscire da questa condizione deve modernizzare le infrastrutture viarie, ferroviarie e potenziare i collegamenti aerei". 

"Questo - sottolinea - è importante non solo per il turismo, che può crescere molto, soprattutto per l’ospitality di target elevato, ma anche per le imprese, che se non vengono messe nelle condizioni giuste per lavorare non possono competere a livello mondiale, e avere manager di livello". "Oggi l'aeroporto più vicino è Fiumicino, a tre ore di treno da Perugia - rimarca Spagnoli - lo stesso tempo che una persona impiega da Milano a Roma con l’alta velocità, e l'unico Frecciarossa Perugia/Milano è alle 5 del mattino". 

Per uscire dall'isolamento, suggerisce l'imprenditrice "si potrebbero intercettare treni veloci a Chiusi, a Terontola o nel Ternano, e sfruttare magari sfruttare sinergie con gli aeroporti vicini, nelle Marche o in Toscana, per voli che provengono dall’estero. Sono solo alcuni spunti". Non solo infrastrutture. "Un altro aspetto su cui punterei l'attenzione - spiega ancora - è la formazione. Alle imprese occorre personale formato che non si trova facilmente, soprattutto per quanto riguarda i mestieri più antichi". 

L'esempio più calzante, Spagnoli lo ha davanti ai suoi occhi: "Da noi, ad esempio, mancano modelliste, maglieriste, sarte. Professioni stupende a cui il mondo del lavoro non dà sufficiente risonanza - fa notare -. Per questa ragione occorre fare incontrare il mondo dell’offerta con la scuola e far sì che l’istruzione veicoli meglio le reali opportunità lavorative presenti nel tessuto imprenditoriale in cui si vive". 

Per l'imprenditrice, l'Umbria rappresenta comunque "una piacevole e inaspettata scoperta, anche per chi arriva dall'estero". "Qualcosa c'è già - conclude - come l'Umbria Jazz o il Festival del Giornalismo, ma tanto si potrebbe ancora immaginare e fare in termini di accoglienza. Dobbiamo aprirci al mondo ma anche essere preparati e strutturati per farlo. Noi, in Luisa Spagnoli, ci stiamo riuscendo".