Niente Londra, Milano o Parigi, gli expats vogliono vivere a...

Di Carla Amarillis
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Photo credit: alxpin - Getty Images
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Niente Londra, Parigi e Roma, le città preferite dagli Expats per il 2020 sono altre, almeno stando alla ricerca Expat City 2020 condotta da InterNations, una rete di espatriati con sede a Monaco di Baviera che conta circa 4 milioni di membri.

Secondo questo sondaggio globale condotto su oltre 15.000 persone in rappresentanza di 173 nazionalità le preoccupazioni per l'assistenza sanitaria, la sicurezza, l'equilibrio tra lavoro e vita privata e l'accessibilità economica degli alloggi hanno pesato sui punteggi di queste grandi capitali europee, ma anche di metropoli come New York, Tokyo o Hong Kong, dove gli expat “lottano per trovare alloggi a prezzi accessibili e sono generalmente insoddisfatti della loro situazione finanziaria” spiega a Bloomberg Malte Zeeck, fondatore e co-amministratore delegato di InterNations. “Gli espatriati in queste città sono spesso insoddisfatti anche del loro equilibrio tra lavoro e vita privata”.

Al capo opposto della classifica appare invece un manipolo di città spagnole, quelle in cui si vive meglio secondo gli Expats. Al primo posto c’è Valencia, considerata anche la miglior città per qualità della vita urbana, di cui gli espatriati apprezzano particolarmente l'assistenza sanitaria a prezzi accessibili e prontamente disponibile, le numerose opzioni per il tempo libero e il clima piacevole. La città si merità un punteggio alto anche per il rapporto tra gli stipendi medi e il prezzo degli alloggi, considerato positivamente dall’82% degli intervistati (il doppio della media mondiale).

Meno brillante è il giudizio alla voce Lavoro e carriera: quasi la metà degli espatriati (46%) considera negativamente le proprie opportunità di carriera locale (contro il 34% a livello globale) e solo il 54% attribuisce allo stato dell'economia di Valencia una valutazione favorevole (contro il 63% a livello globale).

Nella top ten delle città migliori secondo gli Expats ci sono poi altre tre spagnole: Alicante, al secondo posto, Malaga e Madrid, rispettivamente sesta e nona. A queste si aggiungono Lisbona (terza classificata), Panama City, Singapore, Buenos Aires, Kuala Lumpur e Abu Dhabi.

A penalizzare le grandi città tradizionalmente considerate mete di expats sono soprattutto i temi legati al lavoro: Roma, 65esima nella classifica generale (seguita solo da Salmiya, Kuwait), è all’ultimo posto nella categoria “vita lavorativa urbana”, che prende in considerazione temi come la soddisfazione sul lavoro, le opportunità di carriera, la sicurezza del lavoro e l'equilibrio tra vita professionale e vita privata. E Milano, 63esima, segue a ruota con il punteggio peggiore alla voce “lavoro” mai ottenuto negli ultimi anni.

Le altre due città europee nelle ultime dieci posizioni, Parigi (61esima) e Dublino (58esima), sono entrambe trascinate al ribasso dai loro risultati nell'Indice Finance & Housing, in cui la capitale irlandese risulta addirittura ultima con oltre tre quarti degli intervistati che definiscono gli alloggi inaccessibili.

Il sondaggio InterNations è stato condotto a marzo, quindi non coglie l'intero impatto dei cambiamenti causati dalla pandemia di Covid-19, ma segna comunque un cambiamento di tendenza importante che porta molti residenti a lasciare le grandi città per dirigersi verso centri più piccoli.