Nigeria: Amnesty, nel 2008 Shell sottostimo' fuoriuscita di petrolio

(ASCA) - Roma, 23 apr - ''Una fuoriuscita di petrolio

avvenuta nel 2008 nel Delta del Niger, in Nigeria, fu assai

piu' grave di quanto ammise la Shell, che sottostimo'

clamorosamente la quantita' di petrolio diffusa

nell'ambiente''. La denuncia arriva da un'analisi

indipendente ricevuta da Amnesty International e dal Centro

per l'ambiente, i diritti umani e lo sviluppo (Cehrd) che ne

diffondono oggi i contenuti.

La fuoriuscita, ricorda Amnesty in una nota, ''causata da

un guasto a un oleodotto della Shell, di decine di migliaia

di barili di petrolio, inquino' la terra e l'acqua della zona

di Bodo, una citta' di circa 69.000 abitanti. Uno studio, non

reso pubblico, da parte della societa' statunitense Accufacts

Inc. aveva concluso che ogni giorno erano fuoriusciti da

1.440 a 4.320 barili di petrolio. L'organismo di controllo

locale confermo' che la fuoriuscita duro' 72 giorni. Secondo

i dati resi noti dalla Shell, andarono persi in totale solo

1.640 barili di petrolio. Sulla base di un'analisi

indipendente invece, in quei 72 giorni fuoriuscirono da

103.000 a 311.000 barili di petrolio''.

La differenza e' incredibile, spiega Audrey Gaughran,

direttrice del programma Temi globali di Amnesty

International, ''anche prendendo in considerazione la stima

piu' bassa fornita da Accufats Inc., la quantita' di petrolio

fuoriuscita sarebbe 60 volte superiore a quella dichiarata

dalla Shell. Secondo l'indagine condotta dalla Shell, la

fuoriuscita inizio' il 5 ottobre 2008, mentre i residenti e

l'organismo di controllo locale hanno reso noto che l'inizio

fu il 28 agosto. Quello che e' certo che la Shell non fermo'

la fuoriuscita fino al 7 novembre, quattro settimane prima

del suo dichiarato inizio, 10 settimane prima di quello

denunciato dai residenti e dall'organismo di controllo

locale. Anche se volessimo usare la data d'inizio fornita

dalla Shell, il volume di petrolio fuoriuscito e' assai

maggiore di quello ammesso dalla compagnia''.

Convertendo l'unita' di misura in litri, chiarisce

Amnesty, ''la Shell ammise poco piu' di 260.000 litri mentre

la stima piu' bassa fornita da Accufacts Inc., ammesso che la

fuoriuscita fosse iniziata quando dichiarato dalla Shell,

sarebbe di 7 milioni e 800.000 litri''.

Ma il problema non finisce qui. La Shell, dice ancora

Amnesty, ''ha ripetutamente detto ai suoi investitori, ai

clienti e ai mezzi d'informazione che la maggior parte delle

fuoriuscite era dovuta al sabotaggio.

Questa tesi si regge sulle procedure d'indagine sulle

fuoriuscite, che sono profondamente inadeguate e prive di

attendibilita'. Le cause delle fuoriuscite, la quantita' di

petrolio perso e altri importanti parametri come le date

d'inizio delle fuoriuscite non sono registrati in alcun modo

credibile''.

Sulla base delle nuove prove ottenute da Amnesty

International e dal Cehrd ''sulla fuoriuscita di Bodo del

2008, oltre la meta', e forse persino l'80 per cento, delle

fuoriuscite accadute quell'anno nel Delta del Niger deve

attribuirsi al cattivo funzionamento degli impianti''.

Il sabotaggio, conclude Gaughran, ''e' un problema reale e

grave nel Delta del Niger, ma la Shell lo usa come scudo

nelle sue attivita' di pubbliche relazioni e fa affermazioni

che semplicemente non reggono al confronto''.

Ricerca

Le notizie del giorno