Nigeria nord-orientale: 10 anni di conflitto e sfollamenti -2-

Red/Orm

Roma, 14 ago. (askanews) - Sebbene la risposta umanitaria sia aumentata negli ultimi anni, le lacune nel sostegno alle comunità di sfollati non sono state adeguatamente affrontate. Molte aree dello stato di Borno restano ancora oggi insicure, il che rende difficile fornire assistenza. Gli operatori umanitari possono lavorare solo nelle enclavi controllate dall'esercito nigeriano e non possono accedere ad altre aree al di fuori del controllo militare. Ma anche in queste enclavi i bisogni delle persone restano insoddisfatti. Per questo molte persone hanno lasciato la relativa sicurezza dei campi, rischiando la vita al di fuori di essi per cercare cibo e legna da ardere.

Nei campi sfollati ufficiali la restrizione della libertà di movimento mina le opportunità di autosufficienza e impedisce alle persone di coltivare i campi, rendendole fortemente dipendenti dall'assistenza umanitaria per sopravvivere, oltre ad aggravare i traumi fisici e psicologici vissuti in un decennio di violenza.

Nei campi informali le persone vivono in condizioni di sovraffollamento in piccoli appezzamenti di terra, con scarse infrastrutture e supporto umanitario per garantire che i loro bisogni di base vengano soddisfatti. Molte famiglie dormono in minuscole capanne fatte di teli di plastica, vestiti o tessuti strappati, che non riescono a resistere nemmeno a brevi periodi di pioggia. (Segue)